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Riforme: Boschi apre nuovo fronte, conflitto interessi a giugno in Aula

07 maggio 2015 | 16.31
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Ministro bacchetta gli ex leader Pd: "La legge potevano farla loro". Brunetta (Fi): "Renzi come la Coop: il conflitto di interessi sei tu". M5s: "Noi pronti a votare legge seria ma si lasci spazio al Parlamento". Salvini: "Roba da matti. Priorità sono altre, come immigrazione e pensioni"

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"Il conflitto di interessi lo porteremo in Aula nelle prossime settimane. Ora è in Commissione, chiederemo la calendarizzazione in Aula entro giugno". Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, incassato il via libera parlamentare sull'Italicum, con la firma di Mattarella, accelera sul terreno delle riforme, su un tema che torna caldo: quello del conflitto d'interessi. Un annuncio dalle colonne del 'Corsera' che arriva con una bacchettata alla minoranza Pd: "Se alcuni dei nostri ex leader o ex premier avessero messo la stessa tenacia che hanno messo negli ultimi tempi sui dettagli della nuova legge elettorale, per abolire il Porcellum o per avere finalmente una legge sul conflitto di interessi - spiega Boschi - ci saremmo risparmiati molte fatiche".

"Era ora. Ben venga l'impegno sul conflitto d'interessi assunto dal governo", commentano dal Pd Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria del Senato, e Valeria Fedeli, vicepresidente di Palazzo Madama. La questione - sottolineano i due dem - era stata posta in questa legislatura dal disegno di legge sulla riforma delle cause di ineleggibilità e incompatibilità economica dei parlamentari, presentato da Massimo Mucchetti, Luigi Zanda, Valeria Fedeli e altri 23 senatori il 20 giugno 2013. Fa piacere che il governo adesso metta in primo piano una questione istituzionale che da sempre riteniamo assai rilevante".

"Renzi come la Coop: il conflitto di interessi sei tu!". Così su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, attacca Renzi, dopo l'annuncio della Boschi. Elvira Savino, capogruppo azzurro in commissione Politiche della Ue a Montecitorio parla di ricatto: "Più che una riforma, quella annunciata oggi dal ministro Boschi appare come un ricatto, una minaccia neanche tanto velata a Forza Italia per non fare il referendum contro l’Italicum e per non ostacolare l’abolizione del Senato".

M5s, pronti a votare legge seria. Salvini, roba da matti. Priorità sono altre

Dai Cinque stelle si invita a prendere in esame la proposta di legge che giace in Parlamento, spiegando di "essere pronti a votare una norma seria sul conflitto d’interessi". "Fa sorridere il ministro Boschi che pensa a portare in Aula 'un conflitto d’interessi' dopo che la maggioranza ha affossato la proposta di legge arrivata alla Camera negli scorsi mesi", dice la capogruppo alla Camera, Fabiana Dadone. "Ricordiamo infatti al ministro che a gennaio e poi ad aprile l'esame del conflitto di interessi è stato aggirato e insabbiato grazie anche alla complicità del presidente forzista della commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto".

"Il ministro Boschi farebbe bene a pensare ai propri conflitti d’interessi. E' stata lei ad apporre la questione di fiducia sul decreto Banche popolari che riguardava anche Banca Etruria, di cui il padre del ministro era all’epoca vicepresidente. Banca Etruria, per altro, nelle scorse settimane è stata commissariata da Bankitalia", conclude l'esponente Cinque stelle. "Noi – conclude Dadone – siamo pronti a votare una norma seria sul conflitto d’interessi: il governo si impegni a non porre veti ed la presidente Boldrini a dare una corsia preferenziale alla norma in esame".

Per il leader leghista Matteo Salvini siamo fuori strada, perché la legge sul conflitto di interessi non è un'urgenza: "Per la Boschi, priorità sarebbe legge sul conflitto di interessi. E pensioni, tasse, sicurezza e immigrazione no??? Roba da matti!", scrive in un tweet il segretario federale della Lega Nord. Sempre su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni usa l'ironia contro il ministro: "Conflitto di interessi: brava Boschi, è priorità. Come nel caso del padre di un ministro, vicepresidente di una banca che trae benefici dalle leggi del governo''.

Sì da Udc e socialisti. Sel, meglio tardi che mai. Per Pisicchio serve governance su lobby

"L'annuncio del ministro Boschi circa l'apertura di un dibattito parlamentare per l'introduzione di una legge sul conflitto di interessi mostra il segno che il processo di riforme procede a ritmo sostenuto", dice il vicesegretario nazionale vicario dell'Udc, Antonio De Poli. “Accogliamo con favore l’apertura della ministra Maria Elena Boschi sul conflitto di interessi", dice per i socialisti il capogruppo alla Camera Marco Di Lello: "Noi siamo pronti a dare il nostro contributo".

"Bene conflitto d’interessi subito. Finalmente se ne parla, dopo che per 2 anni il Pd lo ha bloccato per non litigare con Berlusconi", scrive su Twitter il capogruppo dei deputati di Sel a Montecitorio, Arturo Scotto, commentando le parole della ministra.

Per il presidente del gruppo Misto alla Camera, Pino Pisicchio "apprezzabile l'intento del governo di mettere mano al conflitto d'interessi che, peraltro, fu oggetto di miei emendamenti, respinti, già al primo Italicum. Sarebbe utile, tuttavia, completare il disegno di una riforma che incide così profondamente nella dialettica partiti-istituzioni includendo anche le lobby, la regolazione delle fondazioni politiche e della forma-partito".

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