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Botta e risposta al vetriolo Povia-Faraone (Iv) su Green Pass associato a Shoah

27 luglio 2021 | 12.01
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Il senatore: "Un delirio". Ma il cantante insiste e cita Anna Frank

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Botta e risposta tra Davide Faraone e Giuseppe Povia. Il capogruppo di Italia Viva al Senato su Facebook, commentando le affermazioni rilasciate ieri dal cantante all’Adnkronos che, nel corso di un’intervista, ha paragonato il Green Pass al numero tatuato sul braccio degli ebrei che venivano deportati nei campi di sterminio nazisti , esprime tutto il suo sdegno: "Il tenore è più o meno questo - scrive Faraone sotto una foto di Liliana Segre che si vaccina contro il Covid - C’è Povia, dice che noi saremmo come gli ebrei nei campi di sterminio, loro avevano il numero tatuato sul braccio, noi il Green Pass. A corredo di questo delirio - aggiunge il senatore di Italia Viva - le immagini dei 'no vax', con svastiche e parole d’ordine tipo 'No Green Pass'. E, ciliegina sulla torta, l’annuncio di una canzone dal titolo 'Liberi di scegliere'. Poi c’è chi veramente ha visto, ha vissuto, ha sul braccio i segni dell’odio, sa fino a dove può spingersi la cattiveria umana. È Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, che all’idiozia di certe dichiarazioni risponde così: 'Una follia paragonare i vaccini alla Shoah', similitudini orribili frutto dell’incrocio tra cattivo gusto e ignoranza''.

''La senatrice a vita lo sa, l’uso distorto della memoria, che è una vergogna, dura da tempo - sottolinea Faraone- A 'Pagine Ebraiche' dice: 'Dopo aver visto l’adorato viso di Anna Frank usato allo stadio non mi stupisco più. Non dico che sono insensibile, ma mi è venuta una sorta di scorza'. Noi cara Liliana Segre non ci abitueremo mai, e contrasteremo questo mix di cattiveria ed ignoranza. Lo faremo per costruire un futuro di civiltà, di libertà, un luogo dove Povia potrà cantare la sua canzone ma offendere la memoria no. Proprio no''. A stretto giro, tra i commenti sotto al post su Facebook, spunta anche quello dello stesso Povia che insiste citando un passaggio de 'Il Diario di Anna Frank' e alludendo ad analogie tra le limitazioni imposte all'epoca agli ebre i e quelle che si profilano attualmente per le persone non dotate di Green Pass: "... Gli ebrei dopo le otto di sera non possono essere per strada, né trattenersi nel loro giardino o in quello di conoscenti. Gli ebrei non possono andare a teatro, al cinema o in altri luoghi di divertimento, gli ebrei non possono praticare sport all’aperto, ossia non possono frequentare piscine, campi di tennis o di hockey eccetera. Gli ebrei non possono nemmeno andare a casa di cristiani. Gli ebrei debbono studiare soltanto nelle scuole ebraiche. E una quantità ancora di limitazioni del genere. Così trascorreva la nostra piccola vita'', conclude il cantante.

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