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Brasile, Dilma Rousseff si difende in Senato: "Continuerò a combattere"

29 agosto 2016 | 16.20
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Dilma Rousseff (Afp)

Accompagnata dal suo amico e mentore Luiz Inácio Lula da Silva, la presidente del Brasile Dilma Rousseff, temporaneamente sospesa in seguito alla procedura di impeachment, è comparsa poco dopo le 9 locali (le 14 in Svizzera) davanti al Senato per difendersi dall'accusa di aver truccato i conti pubblici per nascondere i reali conti dello Stato. E per ribadire la sua determinazione a continuare la lotta contro gli attacchi delle opposizioni che - ha ammonito - sono pari a un "colpo di stato" in favore di "un governo usurpatore".

Dopo aver salutato sorridente i suoi sostenitori fuori dall'Aula, Rousseff ha iniziato la sua difesa ricordando ai senatori di essere stata rieletta da più di 54 milioni di elettori e parlando del suo passato come combattente della resistenza in opposizione al governo militare. Anche quando è stata torturata, ha aggiunto, ha continuato a combattere. Una lotta fatta per "una società più equa".

"Ho sempre creduto nella democrazia e nello stato di diritto e ho visto nella Costituzione del 1988 una delle grandi conquiste della nostra gente", ha detto Dilma, ribadendo di avere la coscienza "assolutamente pulita, non avendo commesso alcun crimine di cui sono ingiustamente accusata".

Quindi ha assicurato di essere determinata a continuare la sua lotta contro gli attacchi delle opposizioni che sono pari a un "colpo di stato" a favore del "governo usurpatore". "Davanti alle accuse che mi sono rivolte, non posso non sentire ancora il sapore amaro dell'ingiustizia e dell'arbitrarietà. Ma, come in passato, resisterò. Non aspettatevi da me il silenzio ossequioso dei codardi".

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