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Brecht guerrafondaio, esortava i tedeschi in una raccolta di poesie giovanili

18 febbraio 2014 | 17.22
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Un giovane e 'guerrafondaio' Bertolt Brecht (1898-1956), che esortava alla riscossa ''i veri uomini tedeschi, di acciaio e di ferro'', resistendo a un mondo ''in piedi rigidamente contro di noi'': e' quanto rivelano due poemi ora attribuiti allo scrittore e drammaturgo tedesco noto per le sue posizioni pacifiste in eta' matura. Si tratta di poesie pattiottiche che l'adolescente Bertolt pubblico' in una rivistina pubblicata dallo stesso Brecht con i suoi compagni di scuola.

I versi finora risultavano anonimi, ma Stephen Parker, professore di letteratura tedesca all'Universita' di Manchester, li ha identificati come opera del quindicenne Brecht, dopo aver scoperto un collegamento tra un appunto dell'agosto 1913 presente nel diario del futuro scrittore e i testi apparsi in quella piccola rivista scolastica ''Die Ernte'' del Realgymnasium di Augusta. Parker illustra la sua attribuzione nel monumentale libro ''Bertolt Brecht: A Literary Life'' pubblicato dall'editore londinese Bloomsbury (pagine 704, 27 sterline).

Le poesie si intitolano ''1813'' e ''1913''. In un poema Brecht immagina la battaglia di Lipsia del 1813 e parla di "uomini tedeschi'' che con le loro armi hanno ''salvato lo stato traballante". Nell'altro poema, Brecht ricorda come ''ora, dopo cento anni, ancora una volta, un mondo e' in piedi/ rigidamente contro di noi e noi siamo completamente soli/ cosi' la chiamata esce dal Baltico al Reno/ per essere veramente uniti e forti". Brecht chiudeva con una supplica: ''dacci, Dio, in guerra e nel pericolo/ veri uomini tedeschi, di acciaio e ferro,/ come quelli della battaglia di cento anni fa''.

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