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Brescia: sequestrati beni per 3 mln di euro a persona 'fiscalmente pericolosa'

02 aprile 2015 | 08.44
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Sequestrati beni per tre milioni di euro a 'soggetto fiscalmente pericoloso'. Gli uomini del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia, la mattina del 9 gennaio scorso, durante una serie di servizi destinati al controllo del territorio e al contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, insospettiti dai movimenti di due uomini a bordo delle loro auto vicino al casello autostradale di Brescia Est, hanno deciso di controllare i loro documenti. Si trattava di un 47enne, residente a Chiari (Bresci), e di un 36enne, di origini bolognesi e abitante in Svizzera.

Dopo il controllo dei documenti e ricevute risposte evasive dai due i militari decidevano di perquisire le loro auto. All'interno della Volkswagen Touareg dell'uomo residente in Svizzera è stata trovata la scatola di un panettone contenente 5 pacchetti di banconote da 50 euro, per un totale di 250.000 euro, rilegate con fascette di una banca serba.

Nel corso della successiva perquisizione delle abitazioni dei due, nella casa bresciana del 47enne, all'interno della cantina è stata scoperta una botola, accessibile mediante la rimozione di alcune mattonelle sotto una lavatrice, dove sono stati trovate mazzette di banconote da 100 euro, per complessivi 1.241.200 euro. Nel doppio fondo di un armadio è stato trovato anche un gioiello del valore stimato di oltre 9 mila euro.

I militari, eseguiti i primi accertamenti, hanno quindi sequestrato la somma di 250.000 euro all'uomo originario di Bologna, con l’ipotesi penale di autoriciclaggio, ma anche come sequestro amministrativo, trattandosi di valuta introdotta in Italia senza la prevista dichiarazione doganale.

Contestualmente veniva deferito all’autorità giudiziaria, per il reato di autoriciclaggio e per illeciti penali di natura tributaria, anche l'uomo di Brescia , al quale veniva sequestrata la somma di 1.241.200 euro e il gioiello.

Gli accertamenti effettuati poi nei confronti del bresciano consentivano di constatare che, imprenditore del settore edile, risultava debitore dell’erario per oltre 300.000 euro e lo stesso annoverava numerosi precedenti di polizia per fatti inerenti a reati fiscali e contro il patrimonio. L’analisi della capacità reddituale del suo nucleo familiare, pari a una media di 60.000 euro all’anno nel corso dell’ultimo decennio, evidenziava comunque una forte sproporzione rispetto al patrimonio mobiliare e immobiliare accumulato.

Tali elementi sono stati ritenuti idonei a qualificarlo quale “soggetto fiscalmente pericoloso”, in quanto annoverabile tra coloro che, per la condotta e il tenore di vita, si ritiene che vivano con i proventi di attività illecita.

Alla luce di tutto questo gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia hanno presentato alla Procura della Repubblica una richiesta di misura di prevenzione personale e patrimoniale, con contestuale richiesta di sequestro anticipato di alcuni beni nella disponibilità del bresciano e dei suoi familiari, ritenuti di agevole occultamento o dispersione.

Il 30 marzo scorso il presidente della II Sezione Penale del Tribunale di Brescia ha quindi disposto il sequestro di 1.241.200 euro, di depositi bancari per 1.402.884,25 euro e del gioiello del valore di 9.500 euro.

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