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Brusca, fratello Borsellino: "Dire perdono non basta, sua collaborazione incompleta"

03 giugno 2021 | 13.45
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"Pentimento strumentale, ha detto solo quello che gli serviva. Brusca ha più paura dei Servizi che della mafia"

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(Fotogramma)

"Non basta dire 'perdono'. Il pentimento lo deve dimostrare, per esempio raccontando davvero tutto quello che sa mentre io sono convinto che la collaborazione di Brusca sia una collaborazione incompleta. Di certe cose non ha parlato, non ha detto tutto quello che sa sullo Stato deviato, probabilmente perché ha più paura della vendetta dei Servizi, magari di un 'infarto' come quello che è capitato a Faccia da mostro, piuttosto che della vendetta della mafia". Così Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso da Cosa Nostra nella strage di via d'Amelio, commenta con l'Adnkronos l'intervista rilasciata 5 anni fa dall'ex padrino di San Giuseppe Jato a una tv francese. Un'intervista in cui Brusca chiede scusa ai familiari delle vittime e alla sua famiglia.

Per il fratello del giudice Borsellino, il pentimento di Brusca è "strumentale". "Ha raccontato solo quello che gli serviva per avere una riduzione della pena" sottolinea e aggiunge: "Da laico non capisco cosa voglia dire questo perdono. Posso perdonare chi mi pesta un piede, ma non questi assassini efferati che, nonostante le loro parole e le loro scuse, sono rimaste le stesse persone che hanno compiuto quei crimini".

"Vedo tanti sciacalli, tanti ipocriti. Uno spettacolo indegno che, purtroppo, ogni anno, per un motivo o per un altro, avviene sempre in prossimità delle celebrazioni per la strage di Capaci e di via d'Amelio. Resto nauseato dalle dichiarazioni di certi politici che da un lato si dichiarano sconvolti dalla scarcerazione di Brusca e dall'altro si apprestano ad approvare un provvedimento per modificare l'ergastolo ostativo" dice Salvatore Borsellino.

Ieri Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni e presidente della Fondazione Giovanni Falcone, ha lanciato un appello proprio alla politica perché "trasformi l'indignazione per la scarcerazione di Brusca nella riforma della legge sull'ergastolo ostativo che la Corte Costituzionale ha già sollecitato".

"E' una legge che va modificata - afferma Borsellino - ma va modificata nel senso giusto, non abolendo quello che ha fatto Falcone". Per il fratello del giudice antimafia, "la collaborazione con la giustizia, e parlo di una collaborazione che sia totale, deve rimanere un punto fermo. Un elemento imprescindibile affinché i mafiosi possano accedere ai benefici". E conclude: "Quale mafioso deciderebbe di collaborare se sa che può uscire dal carcere anche senza 'parlare', senza tradire quel giuramento al silenzio fatto a Cosa Nostra?".

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