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Riforme: Bruzzone (Liguria), se lo Stato accentra regioni depauperate

22 novembre 2016 | 15.44
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Una diminuzione progressiva delle competenze delle Regioni e le istanze provenienti dal territorio che dovranno fare riferimento sempre più a Roma. E’ l’allarme che lancia all’Adnkronos Francesco Bruzzone, presidente del consiglio regionale della Liguria.

Bruzzone, alla sua quinta legislatura, ha tracciato un bilancio dell'attività dell'assemblea ligure, parlando anche di com'è cambiato in questi anni il ruolo e l'attività delle regioni, nel rapporto con i cittadini e con lo Stato centrale. "Piano piano - sottolinea –, a partire dal 2005, è iniziato una sorta di depauperamento delle regioni, di deterioramento. Giorno dopo giorno i consigli regionali stanno perdendo sempre più competenze. Questo non vuol dire che le cose spariscano. Le cose spariscono da una gestione sul territorio".

Un cambio di rotta, come sottolinea il presidente dell'assemblea, che si osserva da tempo. "Io sono diventato consigliere regionale nel '95, quando le regioni erano ancora poca cosa in questo Paese - spiega Bruzzone - Poi si è aperto un processo di decentramento delle competenze, le regioni hanno iniziato a contare". "Parlo - ricorda - del periodo dal 2000 al 2005 dove eravamo soggetti importanti e abbiamo dato anche un contributo come regioni, come consigli regionali, al Paese".

Un tema che ha ripercussioni dirette sui cittadini: "I liguri - conclude il presidente del consiglio regionale - non possono più far riferimento su certe cose a Genova e al consiglio regionale ma saranno costretti, se si va avanti su questo percorso, a fare riferimento a Roma".

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