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Dalla pistola alla spigola, tutte le provocazioni di Buonanno

05 giugno 2016 | 22.04
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Gianluca Buonanno in diretta tv a Sky Tg24 per sostenere la sua campagna a favore della difesa personale

Dalla pistola in tv alla spigola in Parlamento. Passando per una lunga serie di provocazioni, spesso fuori dalle regole e al limite della legalità. Gianluca Buonanno, morto oggi a 50 anni in un incidente stradale, sarà ricordato soprattutto per il suo stile sopra le righe. Nato politicamente nel Msi, poi passato in An, è diventato presto l'icona della Lega più popolana e populista, quella del forcone e delle proteste plateali.

Rimarrà uno degli aneddoti più raccontati della storia parlamentare la sua protesta in Parlamento contro la gestione da parte del governo dell'emergenza migranti, il 1 aprile 2014, quando ha sventolato una spigola nell'aula della Camera. Così come meritano una citazione l'uso di manette, megafono, bolle di sapone, sempre nell'aula di Montecitorio.

Altrettanto clamorosa la scelta di mostrare una pistola in diretta tv a Sky tg24 per sostenere la sua campagna a favore della difesa personale. Sempre in diretta tv, questa volta in una trasmissione della Rai, ha strappato una bandiera dell'Europa. Atteggiamenti che in alcuni casi lo hanno portato anche nelle aule di tribunale. Il Tribunale di Milano lo ha condannato in sede civile per aver detto in una trasmissione televisiva che "i rom sono la feccia della società".

Stessi comportamenti anche all'Europarlamento, con performance salite all'attenzione della stampa di mezza Europa. Come quando ha sfoggiato una maglietta con il volto di Angela Merkel e un paio di baffetti alla Hitler. O quando si è presentato con un burqa al voto sulle radici cristiane dell'Europa.

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