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Iraq: Bush, giusto invaderlo, ma mi rammarico per ascesa Is

08 novembre 2014 | 13.32
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L'ex presidente, in un'intervista che la Cbs manderà in onda domani, torna a difendere la sua decisione di attaccare l'Iraq nel 2003 ed esprime preoccupazione per le violenze dell'Is, chiamato "al Qaeda al quadrato". E poi rivela, "Saddam Hussein non mi prendeva sul serio quando minacciavo di attaccarlo".

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George W. Bush, ex presidente degli Stati Uniti - (Iberpress)

George W. Bush è convinto che invadere l'Iraq nel 2003 fosse la cosa giusta da fare, ha però un rammarico: che l'invasione abbia avviato un meccanismo che ha aperto la strada all'ascesa dello Stato Islamico. A pochi giorni del trionfo repubblicano alle elezioni di midterm, che ha quindi fatto registrare un cambiamento netto del panorama politico americano, l'ex presidente americano torna a parlare delle sue controverse guerre in un'intervista alla Cbs che verrà trasmessa domani.

"Credo che invadere l'Iraq sia stata la decisione giusta - ha detto Bush secondo quanto anticipato dal network statunitense - il mio rammarico è che un gruppo di persone violente è di nuovo in ascesa, questa è 'al Qaeda al quadrato', dobbiamo sconfiggerli. E spero che la strategia funzioni". Bush ha quindi mantenuto la linea seguita finora, e solitamente scelta dagli ex presidenti, di non criticare le scelte politiche dei successori, anche se di partito opposti, non unendosi così al coro delle critiche repubblicane - che sono state tra le chiavi del successo elettorale di martedì scorso - alla strategia adottata contro l'Is da Barack Obama.

Nell'intervista, Bush ha anche rivelato un dettaglio ancora inedito di quella guerra, raccontando come Saddam Hussein, al momento della cattura, confessò che prima dell'attacco non credeva che Washington avrebbe veramente invaso il paese. "Quando è stato catturato, mi hanno raccontato, all'agente dell'Fbi che l'interrogava disse 'io non credevo a Bush'" quando minacciava di invadere l'Iraq.

l'ex presidente ha scritto biografia del padre, l'ex presidente George H.Bush

"Ora in retrospettiva, mi chiedo come potesse mettere in dubbio la mia parola", ha aggiunto l'ex presidente che ha rilasciato l'intervista nell'ambito del tour di promozione del libro "41: A Portrait of my father", il cui il 43esimo presidente degli Stati Uniti racconta la vita del padre George H. Bush, 41esimo presidente.

Le interviste e l'uscita del libro, prevista per l'11 novembre, coincidono in un momento in cui la principale dinastia repubblicana è tornata sotto i riflettori politici con la vittoria martedì scorso di George P. Bush, il figlio di Jeb Bush, nelle elezioni in Texas per un incarico statale, che hanno attirato attenzione nazionale dal momento che 38enne avvocato di Fort Worth - che oltre al nome blasonato aha anche un aspetto di star ispanica di Hollywood, dal momento che la mamma, Columba, è messicana - viene considerato un volto importante per il futuro del Gop.

Anche se in seno al partito, soprattutto nella sua ala più moderata ed istituzionale, si continua a parlare da tempo del papà di George P., l'ex governatore della Florida Jeb, il fratello dell'ex presidente, come un possibile candidato alla nomination repubblicana alla Casa Bianca per il 2016.

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