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'Caduti nel mare in tempesta', il racconto dei sopravvissuti di Salerno

06 novembre 2017 | 14.46
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Immagine d'archivio (AFP PHOTO)

Almeno 10 migranti che viaggiavano a bordo del gommone intercettato dalla nave Cantabria, giunta al porto di Salerno con a bordo 400 migranti e le salme di 26 donne, sono caduti in acqua a causa delle avverse condizioni del mare e sono ancora dispersi. E' il drammatico particolare emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Salerno ed eseguite dalla Squadra Mobile e dalla Capitaneria di Porto, culminate nell'esecuzione di due decreti di fermo nei confronti di altrettanti presunti scafisti di origine rispettivamente egiziana e libica.

Il particolare della caduta in mare dei 10 migranti è stato ricostruito grazie alle dichiarazioni dei migranti giunti a Salerno a bordo della nave Cantabria, che hanno collaborato con gli investigatori permettendo anche l'individuazione dei due presunti scafisti, che trasportavano circa 150 persone a bordo di un gommone poi intercettato in acque internazionali dalla nave spagnola.

NAVE CANTABRIA - Si è trattato del primo dei quattro interventi di ricerca e soccorso eseguiti dalla nave Cantabria che ha raccolto in tutto oltre 400 migranti e i corpi senza vita di 26 donne.

SEI PROVVEDIMENTI - Sono 6 i provvedimenti amministrativi di respingimento emanati nei confronti di 3 egiziani e 3 marocchini nel corso delle operazioni di Polizia connesse allo sbarco.

I PAESI - Le operazioni hanno consentito di accertare che i 427 migranti sbarcati dalla nave Cantabria provengono da Camerun; Nigeria; Libia; Guinea; Mali; Costa d’Avorio; Egitto; Togo; Sudan; Ghana; Sierra Leone; Marocco; Egitto; Camerun; Palestina; Namibia; Libia; Congo; Sierra Leone; Ciad; Siria; Sud Sudan e Senegal.

I BAMBINI - Di questi, 247 migranti sono di sesso maschile e 85 di sesso femminile. I minori appartenenti a nuclei familiari sono 24 mentre quelli non accompagnati sono 18. Questi ultimi sono stati affidati alle strutture di accoglienza in provincia di Salerno.

TRASFERIMENTI - I corpi senza vita delle 26 donne sono stati posti a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sono 311 i migranti trasferiti, secondo il piano nazionale di ripartizione, nelle regioni Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Veneto e Lazio.

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