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Calabria, Scopelliti: ''Candidarmi alle elezioni europee? Vedremo''

29 marzo 2014 | 10.40
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"Me lo hanno chiesto dal partito più volte, ora resto qui a occuparmi della mia terra. Nei prossimi giorni vedremo". Lo dice Giuseppe Scopelliti in un'intervista al 'Corriere della Sera' sull'ipotesi di una sua candidatura alle elezioni europee dopo le dimissioni dalla presidenza della Regione Calabria in seguito alla sentenza che lo ha condannato a sei anni per abuso d'ufficio e interdetto dai pubblici uffici. "Lascio tutto e continuo a battermi per la mia Calabria. Finalmente libero di dire quello che penso", aggiunge. "Vuole sapere - dice Scopelliti - qual è il limite della mia Calabria? Che è una terra di ricattati e di ricattatori. I politici, qui, sono spesso ricattati. Per motivi personali, familiari, qualsiasi motivo è buono". "Lunedì consegnerò nelle mani di Alfano anche le dimissioni da quella carica - aggiunge in merito al suo ruolo di responsabile dei circoli di Ncd - Non voglio creare imbarazzi al partito. Mi spiace soltanto che a mandarmi a casa non siano stati i calabresi".

Riforme, Romani: ''Invertire Italicum e Senato fuori dai patti Fi-Pd''

"Invertire Italicum e ddl sul bicameralismo non era nei patti". Il capogruppo di Fi al Senato Paolo Romani, richiama Matteo Renzi al rispetto degli accordi sulle riforme istituzionali definiti con Silvio Berlusconi, Prima l'approvazione della legge elettorale, ripete in un'intervista alla "Repubblica" e solo dopo si potranno affrontare le modifiche dell'assetto parlamentare. "Martedì presenteremo il nostro testo", puntualizza Romani che non esclude la necessità di un nuovo incontro tra Renzi e Berlusconi, perchè, ricorda il senatore di Fi, l'inversione delle priorità "è una modifica dell'accordo. Avevamo deciso in modo diverso". Quindi martedì verrà depositata una proposta, frutto del lavoro del gruppo al Senato. "D'altra parte, anche il governo presenterà una proposta. Poi, se e quando sarà incardinata, saranno esaminate assieme. Faccio notare che anche Ncd e Lega hanno loro proposte. Che, come la nostra, prevedono il suffragio universale per il Senato". "Non è certo obbligatorio che l'unico testo sia quello del governo. Resta la nostra forte vocazione per le riforme. Ma siamo di fronte a una trattativa", che potrebbe prevedere un nuovo appuntamento tra i leader di Pd e di Fi. "Decideranno loro se farlo. Preceduto da un approfondimento - nostro e del governo - che possa facilitare l'incontro nel caso accada, potendo contare su un'istruttoria già avviata", conclude il capogruppo di Fi.

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