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Calcio: Malago', chi fischia inno italiano fischia se stesso

06 maggio 2014 | 15.32
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''I fischi all'inno durante la finale di Coppa Italia? Dire che mi addolora e rattrista è dire poco. E poi fa da contraltare alla finale di pallavolo tra Perugia e Macerata in cui tutte e due le tifoserie, quasi cinquemila persone, cantavano l'inno a squarciagola''. Lo ha detto Giovanni Malagò, presidente del Coni, tornando su uno degli episodi a cui si è assistito allo stadio Olimpico di Roma prima della sfida fra Napoli e Fiorentina segnata anche dai disordini.

''Ognuno è padrone di esprimere dissensi o condivisioni su certi valori che riguardano la vita pubblica del Paese. Ma una considerazione su chi fischia l'inno la voglio fare: si sta fischiando contro se stessi, contro il proprio padre e la propria madre e, paradossalmente, anche contro la propria squadra che è italiana -dice il n.1 dello sport al termine della Giunta Coni-. Si chiama Coppa Italia ed è la coppa del presidente della Repubblica, non ha proprio senso né logica. A questo punto perché si fa? Questo da presidente del Coni lo devo dire, si torna al concetto di cultura o non cultura sportiva. Io fino all'ultimo ce la metterò tutta per provare a invertire questo stato dell'arte''.

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