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Calenda difende Renzi

28 novembre 2019 | 12.34
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"Non riesco a capire quale possa essere la rilevanza penale della vicenda sulla casa"

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(Fotogramma)

"Confesso che proprio non riesco a capire quale possa essere la rilevanza penale della vicenda sulla casa di Matteo Renzi. Si è fatto prestare dei soldi da un amico per 4 mesi?! E allora?". A due giorni dall'indagine sulla Fondazione Open e dopo l'articolo de l'Espresso dedicato all'acquisto di una casa da parte del leader di Italia Viva, Carlo Calenda difende Matteo Renzi dalle accuse del settimanale e da quelle dei detrattori su Twitter.

L'intervento di Calenda si articola su più 'cinguettii'. A chi contesta il fatto che il prestito per acquistare l'immobile fosse stato elargito dall'"amico nominato in Cdp", il fondatore di 'Avanti' replica: "Ho capito ma mica glieli ha regalati i soldi. Cerchiamo di non deragliare verso l’assurdo". "Se vedo un’ingiustizia ne parlo. A prescindere da chi ne sia la 'vittima'. Rimaniamo oggettivi. Sempre", sottolinea Calenda, che poi chiarisce ancora una volta la sua posizione: "Ho semplicemente detto due cose: 1) riguardo all’inchiesta Open ho solo riportato la mia esperienza personale su eventuali favori (mai) chiesti da Renzi verso imprenditori etc: 2) sulla casa l’insussistenza di un reato. Per il resto ovviamente si aspetta la magistratura". E a chi gli chiede se questo non sia un tentativo di avvicinarsi a Italia Viva, Calenda replica secco: "Ti sbagli".

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