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Camera: Boldrini, trasparenza anche su misteri italiani, lo chiedono cittadini

19 marzo 2014 | 18.54
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"Trasparenza è render conto di come venga speso ogni euro di denaro pubblico per il funzionamento" della Camera, "ed è giusto che su questo ci sia grande attenzione dell'opinione pubblica. Ma c'è un'altra trasparenza non meno importante se vogliamo ripristinare il rapporto di fiducia con i cittadini: è quella che impone di superare il regime di segretezza su atti e documenti ogni volta che questo sia possibile, naturalmente seguendo le regole e rispettando le competenze di ciascuno dei soggetti coinvolti". Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo al reading 'African Requiem, 20 marzo 1994: appunti di fine giornata', in occasione del ventesimo anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Accanto a Luciana Alpi, la madre della giornalista del Tg3 uccisa in Somalia, Boldrini ha voluto fare il punto sull'impegno delle Istituzioni in questa direzione. "La nuova legislatura - ha rivendicato - è nata anche sull'onda di una fortissima domanda di trasparenza, alla quale mi ritengo personalmente impegnata". La presidente ha così ricordato la desecretazione dell'audizione, risalente al '97, del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone sulla 'terra dei fuochi'.

Poi si è soffermata sul cosiddetto 'armadio della vergogna', ovvero la "documentazione sui crimini operati dal regime nazifascista in Italia rinvenuta negli uffici del Tribunale militare di Roma". "Per incredibile che possa sembrare - ha rimarcato la presidente - siamo ancora alle prese con segreti apposti su fatti avvenuti 70 anni fa". (segue)

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