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Camera 'salva' Sozzani, bagarre in Aula

18 settembre 2019 | 16.22
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"Io innocente, voglio difendermi da uomo libero". L'Aula nega gli arresti domiciliari. Pd e M5S votano ognuno per proprio conto, senza tenere conto del 'vincolo' di maggioranza. Di Maio: "Voto segreto va abolito". Memoria Sozzani: "Da procura violate leggi e Costituzione"

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(Fotogramma)

L'aula della Camera ha negato l'arresto del deputato di Fi Diego Sozzani. A favore della relazione della Giunta per le autorizzazioni - che il primo agosto aveva dato il via libera agli arresti domiciliari ai danni del deputato novarese di Fi, richiesti dal gip di Milano per un'inchiesta sul finanziamento illecito dei partiti e corruzione - hanno votato 235 deputati, contro hanno votato 309 deputati.

Cosa è accaduto? Che Pd e M5S hanno votato ognuno per proprio conto, senza tenere conto del 'vincolo' di maggioranza e in pratica si sono spaccati alla prova del voto segreto. Dem e 5Stelle, in sede di dichiarazione di voto con il deputato Bazoli (Pd) e con il deputato Saitta (M5S), avevano confermato il parere favorevole alla richiesta di arresti domiciliari, proposta e votata il primo agosto in Giunta per le autorizzazioni alla Camera. Sulla carta M5S e Pd potevano contare su 327 voti.

Ma lo scrutinio segreto ha rimescolato le carte e i voti della maggioranza giallorossa sono confluiti nel mucchio di quelli di Fi, Lega e Nci che avevano detto no agli arresti. Leu, invece, aveva lasciato libertà di coscienza, ai propri deputati. Applausi e contestazioni in aula alla Camera dopo il voto. Il pentastellato Davide Zanichelli ha espresso "disappunto" per l'esito della votazione, mentre dai banchi del centrodestra si levavano le proteste. Il presidente della Camera, Roberto Fico, lo ha richiamato: "Non ci può essere un commento al voto".

Abbracci e congratulazioni a Sozzani, appena uscito dall'Aula di Montecitorio. Il parlamentare azzurro è stato festeggiato da tutti i colleghi di Forza Italia. "Non faccio dichiarazioni", ha detto all'Adnkronos, mentre Stefania Prestigiacomo ha aggiunto: "Lui è un galantuomo, per una volta il Parlamento non si è asservito ai magistrati".

"Questo voto non si ripercuote sulla maggioranza, non è un voto che prevede la presenza del governo in Aula - ha commentato il capogruppo M5S alla Camera, Francesco D'Uva - E' un fatto interno a Montecitorio, che attiene ai singoli parlamentari che la pensano diversamente. Questo non ha a che fare con il programma che dobbiamo portare avanti per il Paese". "Sul tema della lotta ai privilegi della politica il M5S resta un unicum in Parlamento", ha sottolineato D'Uva.

Quello dell'Aula su Sozzani "non era un voto sul governo ma su una procedura - ha affermato il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio - Noi avevamo dato delle indicazioni precise e i deputati hanno votato secondo coscienza, può succedere". "Mancano 20 voti del Pd? No, assolutamente", ha concluso Delrio.

Per il ministro agli Affari esteri e capo politico del M5S Luigi Di Maio "il voto segreto va abolito". Su Facebook Di Maio ha inoltre rivendicato la compattezza grillina: "Oggi in Parlamento solo il MoVimento 5 Stelle ha votato compatto a favore degli arresti domiciliari del deputato di Forza Italia Diego Sozzani e sulla richiesta di autorizzazione dei giudici a utilizzare intercettazioni telefoniche relative all'inchiesta che lo coinvolge". "Approfittare del voto segreto non è bello, non si fa così" hanno commentato in una nota le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle.

Sull'autorizzazione all'arresto di Sozzani "ho votato in linea con la scelta politica del gruppo. Da tecnico, e a titolo personale, dico che qualche perplessità la nutro" ha dichiarato all'Adnkronos Roberto Cataldi, componente della Giunta delle autorizzazioni della Camera, deputato del Movimento 5 Stelle che ha votato a favore della richiesta della custodia cautelare. "Da un punto di vista politico - ha aggiunto Cataldi, che è avvocato - c'è la consapevolezza che l'art. 68 della Costituzione possa essere percepito dai cittadini come un privilegio ingiusto. E' anche vero che i Padri costituenti lo vollero per difendere la divisione dei poteri. Finché è in vigore va rispettato". "Si può però - ha aggiunto - trovare un giusto equilibrio: arrivare a una riforma che eviti la possibilità, per esempio, che il parlamentare oggetto della richiesta di autorizzazione possa venire a conoscenza della stessa da parte di un suo collega che sia membro della Giunta e del suo stesso gruppo parlamentare".

Riguardo alla decisione dell'aula il senatore del M5S Mario Michele Giarrusso, interpellato da Affaritaliani.it, ha parlato di "fatto gravissimo che incide eccome sul rapporto di maggioranza. Non ci possono essere maggioranze variabili, soprattutto nel segreto dell'urna. Approfittando del voto segreto il Pd fa quello che vuole. Credo che questo sia un fatto che incida in maniera notevolissima sulla tenuta della maggioranza e che impone un chiarimento. Il Pd ci deve dire che cosa deve fare: se vuole stare in maggioranza con noi oppure con Forza Italia".

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