cerca CERCA
Mercoledì 08 Dicembre 2021
Aggiornato: 11:36
Temi caldi

Camera: affitto ridotto per palazzo Marini, si cerca soluzione con Milano 90

03 dicembre 2014 | 18.35
LETTURA: 4 minuti

L'Ufficio di presidenza avvia il negoziato con Scarpellini. L'obiettivo è recuperare circa 100 uffici per i deputati e tutelare una parte dei lavoratori in mobilità.

alternate text

Si apre uno spiraglio per la soluzione del braccio di ferro tra la Camera e la società Milano 90. Motivo del contendere è il rinnovo del contratto di locazione e la fornitura dei relativi servizi di Marini tre, uno degli immobili di proprietà dell'imprenditore Sergio Scarpellini (affittato per anni insieme ad altri 3 edifici di sua proprietà, poi disdetti), sul quale l'amministrazione di Montecitorio vuole trovare un'intesa per recuperare 97 uffici (in origine era circa 400 gli uffici che facevano capo a Montecitorio) da mettere a disposizione dei deputati e riattivare l'utilizzo della mensa.

Un punto, quest'ultimo, considerato essenziale perché, con la rinuncia della Camera al rinnovo dei vecchi contratti di locazione, Scarpellini aveva messo in mobilità quasi tutto il personale della Milano 90, ossia 426 dipendenti. Di questi, una parte potrebbe venire salvata dal licenziamento, proprio con la riapertura della mensa, che ha 120 posti a sedere ed è in grado di erogare 350 pasti. L'accordo - se rinnovato - porterebbe, come hanno sostenuto i questori nel corso di una conferenza stampa, a un risparmio consistente passando dai 37,5 mln (iva esclusa) del precedente ai 10.3 circa di quello nuovo.

L’ufficio di presidenza ha ascoltato la relazione del Collegio dei questori sui contatti intercorsi con la Milano 90 e ha preso atto dei "significativi passi in avanti compiuti" sulla base di alcuni punti definiti: chiudere con una transazione tutte le controversie con la Milano 90; riconoscimento della la facoltà di recesso anticipato a entrambe le parti con un preavviso di 6 mesi; definizione di un "congruo canone di locazione" dichiarato tale da un parere dall’Agenzia del Demanio; canone per servizi che tenga conto delle funzioni che dovranno essere svolte all’interno del Palazzo Marini 3 dal personale della società Milano 90.

M5S contro, nuovo regalo a Scarpellini - Fontana, terza vertenza per numero di occupati coinvolti

In sostanza Scarpellini ha recepito "alcune fondamentali richieste della Camera" e quindi il prossimo passo sarà quello di sedersi a un tavolo per entrare nel merito della trattativa che l’Ufficio di presidenza vorrebbe concludere prima possibile. "Voglio solo ricordare -ha sottolineato Gregorio Fontana (Fi) - che quella che riguarda la Milano 90 è, dopo la Meridiana e l'Ast di Terni, la terza vertenza attualmente aperta in Italia per numero di dipendenti coinvolti. Sarebbe quindi il caso che il governo e regione Lazio, la considerassero con un pò più di attenzione, visto e considerato il 12 gennaio i lavoratori di Milano 90 entrano materialmente in stato di mobilità".

"Il prossimo passo -ha spiegato il questore Pd, Paolo Fontanelli- è verificare rapidamente con Scarpellini se le condizioni potranno essere accettate. Questa soluzione, se si realizzasse, avrebbe dei vantaggi indiscutibili in termini di risparmio, logistica, organizzazione e darebbe una risposta, anche se parziale, di garanzia dell'occupazione dei dipendenti di Milano 90". La via d'uscita abbozzata dai questori e dell'ufficio di presidenza, non ha però convinto gli esponenti M5S che hanno votato contro.

"I partiti -si legge in una nota del gruppo a Montecitorio- vogliono fare ancora un regalo a Scarpellini. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto il recesso dai contratti di locazione dai palazzi Marini sottoscritti dalla Camera, costati ben 500 milioni di euro in totale. Ora l'Ufficio di presidenza ha intenzione di riaffittare temporaneamente uno degli immobili perche', evidentemente, gli onorevoli non riuscivano a stringersi come invece stanno facendo i portavoce a 5 stelle".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza