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Camorra: faida Casalesi, 2 arresti per omicidio 1994

24 luglio 2014 | 16.35
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Il conflitto fra le diverse fazioni è andato avanti per quasi 10 anni, è stato particolarmente cruento e costellato di numerosi omicidi

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La Squadra Mobile di Caserta, all'esito di una attività investigativa coordinata dalla Dda di Napoli, ha eseguito questa mattina 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Napoli in relazione all'omicidio di Armando Piazza, avvenuto a Casal di Principe (Caserta) nel marzo 1994.

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei confronti di Salvatore Cantiello, detto 'Carusiello', e Aniello Bidognetti. L'omicidio maturò nell'ambito della faida tra il gruppo facente capo a Giuseppe Quadrano, Nunzio De Falco, Sebastiano Caterino, Mario Santoro e altri, e il gruppo Schiavone-Bidognetti. La vittima, infatti, era legata da rapporti di parentela a Quadrano.

La rappresaglia dei dissociati ha inizio con l'omicidio di Vincenzo De Falco, alias 'fuggiasco', ucciso a Casal di Principe il 2 febbraio 1991, su mandato di Francesco Schiavone detto 'Sandokan' e Francesco Bidognetti, che ritenevano De Falco autore della confidenza che condusse il 13 dicembre 1990 i carabinieri presso l'abitazione di Gaetano Corvino, assessore al Comune di Casal di Principe, interrompendo un vero e proprio summit, passato alla storia giudiziaria come 'blitz di Santa Lucia'.

I motivi di contrapposizione tra i capi dell'organizzazione e Vincenzo De Falco, ricostruisce la Dda partenopea, erano numerosi essendosi creata una pericolosa frattura a seguito del rifiuto di De Falco alla richiesta avanzata dai vertici di uccidere Augusto La Torre, capo dei 'chiuovi' di Mondragone.

La contrapposizione fu particolarmente cruenta e costellata di numerosi omicidi, alcuni dei quali anche particolarmente efferati come quello di Nicola Cecora e del parroco don Giuseppe Diana; il conflitto evolverà in favore del gruppo storico che nel corso del tempo ha eliminato quasi tutti gli esuli anche a distanza di anni, come accaduto per Sebastiano Caterino, ucciso a Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre del 2003, vale a dire a quasi di 10 anni di distanza dall'inizio del conflitto.

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