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Camorra, Iovine ai boss: “Fate come me, pentitevi e aiutate i magistrati”

13 giugno 2014 | 15.09
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L’appello durante l’interrogatorio nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sede del processo dove è imputato, tra gli altri, l’ex sindaco di Villa Literno. E annuncia: “Il clan dei Casalesi non esiste più”

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“Seguano il mio esempio, aiutino i magistrati”. Antonio Iovine, ex capoclan dei Casalesi, ora collaboratore di giustizia, lancia un appello agli altri boss camorristi. Parole dette durante l’interrogatorio in videoconferenza nell’aula del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), dove è in corso il processo nel quale è imputato, tra gli altri, l’ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi. “Riflettevo sulla necessità di appartenere o meno a un clan che magari non esiste più - ha detto Iovine - e sul fatto che sarebbe bene che tutti quelli che mi conoscono, e sanno che sono una persona razionale, seguissero l’esempio che sto dando”. Un appello, quello lanciato dall’ex boss dei Casalesi, per “spingere un po’ tutti quanti a fare chiarezza” e perché “cambi la mentalità che c’è nelle nostre zone”.

Iovine, catturato nel 2010 dopo una lunga latitanza, ha deciso di recente di collaborare con la giustizia e ai magistrati in aula ha detto: “Il clan dei Casalesi non esiste più, già prima della mia cattura avevo capito che era tutto finito”.

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