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Camorra: minacce a societa' per imporre ditte clan in settore affissioni, un arresto

27 giugno 2014 | 15.08
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Manno era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli a seguito di una condanna definitiva a 6 anni e 11 mesi di reclusione per associazione mafiosa, estorsione e illecita concorrenza, delitti aggravati dal metodo mafioso e dal fine di agevolare il clan dei Casalesi

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La Squadra Mobile di Caserta ha arrestato Giuseppe Manno, pregiudicato di 52 anni, ritenuto affiliato al clan dei Casalesi-gruppo Bidognetti. L'uomo è stato arrestato nella serata di ieri, a Frignano, nel casertano, a seguito di proungati servizi di osservazione e pedinamento degli agenti, diretti dal vice questore aggiunto Alessandro Tocco. Manno era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli a seguito di una condanna definitiva a 6 anni e 11 mesi di reclusione per associazione mafiosa, estorsione e illecita concorrenza, delitti aggravati dal metodo mafioso e dal fine di agevolare il clan dei Casalesi.

Secondo le indagini coordinate dalla Procura Antimafia di Napoli, Manno, già ritenuto contiguo al clan Bardellino, insieme ad altri quatro affiliati, tra il 2006 e il 2007, al fine di procurare profitto a due società operanti nel settore pubblicitario a loro riconducibili, si sarebbe reso responsabile di atti intimidatori nei confronti di numerose ditte operanti nel campo della cartellonistica pubblicitaria al fine di monopolizzare il settore, eliminando così la concorrenza ed alterando le naturali logiche di mercato.

In particolare, il gruppo, al fine di acquisire e mantenere il controllo sull'attività imprenditoriale di affissione della pubblicità sul territorio della provincia di Caserta, avvalendosi del metodo camorristico, imponeva alle ditte concorrenti di non operare nella provincia e comunque entro i limiti territoriali controllati dal clan di riferimento, al fine di favorire le imprese ad esso contigue e quindi agevolare l'attività del medesimo sodalizio criminale. (segue)

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