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Camorra, sequestrati beni per 7 mln a Roma: ancora sigilli a locali del centro

11 aprile 2014 | 15.53
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I carabinieri del comando Provinciale di Roma hanno eseguito un ulteriore decreto di sequestro anticipato dei beni, emesso dal Tribunale di Roma-Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti del gruppo societario riconducibile agli imprenditori napoletani arrestati dai militari del Nucleo Investigativo di via in Selci nel gennaio scorso.

Gli imprenditori sono ritenuti responsabili di attività di riciclaggio svolte nella gestione di decine di ristoranti e pizzerie delle principali vie del centro storico della Capitale, sottoposte pertanto a sequestro di prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica-Dda di Roma e oggi gestite dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale.

Il nuovo provvedimento di sequestro colpisce alcuni immobili in provincia di Napoli, una gelateria di via del Tritone, a Roma, quattro bar-pizzeria-gelateria nel pieno centro di Roma, via Agonale (piazza Navona), piazza Sant'Apollinare e vicolo del Bottino (piazza di Spagna).

Sequestrata anche una società di Reggio Calabria, attiva nella vendita e noleggio di mezzi agricoli e di movimento terra. Tutti i beni sono risultati riconducibili ai fratelli Righi, nonché ulteriori. Tali attività commerciali, formalmente gestite da un cittadino cubano, sono risultate riconducibili ad A.M. classe 45, soggetto che negli anni 90 aveva fornito un contributo determinante alle attività di reimpiego di proventi illeciti, gestite a Roma dai fratelli Righi 0e che per tale ragione è indagato nel procedimento penale dell'A.G. di Napoli che ha portato all'arresto dei tre imprenditori napoletani. I beni sequestrati hanno un valore stimato di circa 7 milioni di euro.

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