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Alimenti: Campagne liberali, ideologia può danneggiare sviluppo studenti

09 giugno 2017 | 17.02
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"L’ideologia alimentare può danneggiare la salute e lo sviluppo degli studenti". E’ quanto sostiene la piattaforma di Campagne liberali nella lettera aperta inviata al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e a molti assessori regionali e comunali che operano sul territorio nell’ambito delle politiche sulla salute e sulla scuola. "Sempre più scuole -scrive- hanno indetto bandi di gara per la distribuzione automatizzata di merendine, cibi e bevande, stabilendo l’esclusione di prodotti che contengono olio di palma e con contenuto di grassi saturi oltre il 50%. E ci arrivano testimonianze di insegnanti che educano i propri alunni a evitare il consumo di olio di palma: una posizione ideologica, molto simile alle bufale o ai fake combattuti su Internet per i rischi che fanno correre a persone e consumatori e che si va a inserire in una guerra commerciale piuttosto che in una reale valutazione dei valori nutrizionali di certi ingredienti".

"Numerosi studi -afferma Campagne liberali- hanno dimostrato che il consumo di olio di palma in una dieta bilanciata non è nocivo, anzi è una sostanza naturale che migliora la qualità di molti prodotti. In particolare poi, abbiamo realizzato una ricerca che ha preso in esame le etichette che riportano la dicitura 'senza olio di palma' e quelle di prodotti che continuano ad usare olio di palma: dal confronto è emerso che non solo le prime non spiega ai consumatori 'con cosa' sia stato sostituito l’olio di palma, ma soprattutto si evidenzia che tale sostituzione ha comportato in uno stesso prodotto grassi saturi in maggiore quantità e magari più dannosi".

Per Campagne Liberali: "Invece di un’imposizione ideologica mascherata da salutismo, si devono fornire a giovani e studenti il metodo e gli strumenti per compiere scelte libere e consapevoli, tanto più per ciò che riguarda la propria dieta alimentare e la propria salute. Per questo abbiamo invitato i ministri e gli amministratori locali ad avviare, proprio a partire dalle aule delle scuole un dibattito scientifico che non sia discriminatorio, ma che operi a garanzia dell’educazione e della libertà di scelta".

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