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Camusso: "800mila posti di lavoro? L'ha già detto Berlusconi"

20 ottobre 2014 | 13.45
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Il leader Cgil commenta le stime del ministro Padoan relative allo stimolo all'occupazione che verrebbe dalla legge di stabilità: "Servono investimenti". Sul bonus mamme: "Meglio una politica organica sulla povertà". Indagine Tecnè: un milione pronti a scendere in piazza il 25 ottobre

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Susanna Camusso (Infophoto)

"Non pensiamo siano degli incentivi a pioggia a creare occupazione, servono invece investimenti. Altrimenti Tremonti sarebbe stato un campione e un milione di posti di lavoro l'aveva già detto Berlusconi". E' il leader Cgil Susanna Camusso a commentare così la stima del ministro Padoan su una legge di stabilità in grado di stimolare 800mila posti di lavoro.

"In assenza di investimenti vedo complicato tagliare di un terzo la disoccupazione. Per riassorbirla infatti servono interventi concreti sull'occupazione e piani ad hoc", aggiunge. La legge di stabilità, infatti, "è solo una ripetizione di una politica di incentivi senza vincoli di cui il Paese non ha bisogno", prosegue Camusso.

Bonus mamme - Lascia fredda la Cgil, poi, l'annuncio del premier Renzi di un prossimo bonus da 80 euro per le neomamme. "Non so se l'intervento potrà essere coperto dal fondo previsto nella legge di stabilità e mi colpisce che non si decida mai una politica organica sulla povertà", commenta Camusso che vede nel bonus anche "il rischio che il bonus possa essere contraddittorio con il lavoro delle donne".

Indagine Tecnè - Un milione di persone sarebbe pronto a scendere in piazza il 25 ottobre con la Cgil. La stima arriva da un'indagine della Tecnè per la confederazione di Corso Italia.

La cifra infatti è la proiezione di una domanda a cui ha risposto un campione di 1000 lavoratori maggiorenni, iscritti e non iscritti alla Cgil, sulla disponibilità a manifestare.

Numeri che però la Cgil non conferma direttamente anche se Camusso parla di "una sensazione" che "la manifestazione stia crescendo" e che ci sia "una grande attenzione anche tra i non iscritti". "Il 25 sarà una grande manifestazione, bella, colorata con tanti giovani, uomini e donne", prosegue Camusso che vede per sabato prossimo invece "l'avvio di una nuova stagione" perché "non ci rassegnamo all'idea che per uscire dalla crisi servano meno tutele e diritti".

In particolare, dicono i numeri dell'organizzazione, sono stati prenotati 2.300 pullman, 7 treni straordinari e una nave che partirà dalla Sardegna. Due i cortei che sfileranno a Roma, da Piazza della Repubblica e da Stazione Ostiense, che confluiranno poi in Piazza S.Giovanni, dove dal palco si alterneranno lavoratori, precari e studenti fino al comizio finale del leader Camusso mentre la colonna sonora sarà appaltata ai Modena City Ramblers. Alla manifestazione parteciperanno anche gli studenti medi e gli universitari. Ma nessuno in Cgil è intenzionato ad evocare la manifestazione del 2002 con cui l'allora leader Cgil, Sergio Cofferati, riuscì a portare al Circo Massimo 3 milioni di persone. "Non si possono fare paragoni. In mezzo ci sono sette anni di crisi e tre milioni di disoccupati. La fotografia del Paese è cambiata profondamente", ha aggiunto Camusso. Ma a confortare sulle ragioni del sindacato sempre l'indagine di Tecnè che, su un campione di 1000 persone tra iscritti e non iscritti alla Cgil, ha evidenziato come il 54% pensi che riducendo le tutele, invece che estenderle, non si favorisca l'occupazione così come per il 51% del campione i rapporti di lavoro devono continuare a essere a tempo indeterminato e la flessibilità limitata nel tempo. Una identità di vedute che arriva al 70% sullo slogan scelto per la manifestazione del 25 ottobre: 'Lavoro, dignità, uguaglianza, per cambiare l'Italia'. Una percentuale che sale al 79% tra gli iscritti al sindacato.

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