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Caos procure, pg Cassazione: "Lista 133 testi Palamara inammissibile tranne 5"

18 settembre 2020 | 12.56
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Per la difesa intercettazioni inutilizzabili. Di Matteo: "Non abbiamo avuto forza di ribellarci e denunciare". Gip Morosini: "Dopo pubblicazione intercettazioni nulla sarà come prima".

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Immagine di repertorio (Fotogramma)

‘’Inammissibili’’ perché ‘’non pertinenti né rilevanti’’ rispetto ai fatti contestati. E' il giudizio espresso dalla procura generale della Cassazione sulla lista di 133 testimoni di cui la difesa di Luca Palamara ha chiesto l’ascolto nell’ambito del processo disciplinare in corso al Consiglio superiore della magistratura.

Durante l’udienza di questa mattina la procura generale, rappresentata dal sostituto pg Simone Perrelli e dall'avvocato generale Pietro Gaeta,  ha chiesto dunque di respingere i 133 testi tranne 5 rappresentanti della polizia giudiziaria: il generale del Gico della Guardia di Finanza Gerardo Mastrodomenico, il maresciallo Roberto Dacunto, e altri 3.

La difesa di Palamara aveva presentato una una lista lunghissima che mette insieme ex ministri, presidenti emeriti della consulta, ex vicepresidenti del Csm, i capi di alcune importanti procure, consiglieri giuridici del Quirinale, e tanti magistrati.

Ascoltare tutti i 133 testimoni chiesti, tranne i 5 ex consiglieri del Csm coincolpati nel procedimento disciplinare. E' quanto ha chiesto la difesa di Luca Palamara dopo che la procura generale aveva invece ritenuto la lista inammissibile, tranne per 5 rappresentanti della polizia giudiziaria. ‘’Dalla procura c’è stata una bocciatura generale della lista’’ ha ricordato il difensore di Palamara, Stefano Guizzi, sottolineando la necessità dei testimoni "per stabilire cosa sia l’interferenza in un organo costituzionale e quanto grave sia’’, visto che "si prospetta la sanzione massima" per Palamara.

La difesa ha poi richiamato l’importanza di ascoltare il vicepresidente David Ermini . ‘’Non è la Norimberga della magistratura né vogliamo lanciare un j’accuse, il solo scopo è capire le dinamiche che caratterizzano il funzionamento del Csm. Se si accusano Palamara e Ferri di trame occulte siamo interessati a capire le procedure che portano all’elezione del vicepresidente, se passano da interlocuzioni solo dei consiglieri o anche con i capi corrente’’. Guizzi ha poi insistito anche su altri 2 testi, i togati Piercamillo Davigo e Sebastiano Ardita, necessari a suo giudizio per chiarire la presunta strategia di discredito messa in atto da Palamara ai danni dell’ex procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone.

Il collegio della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha ammesso dal canto al momento solo 6 testimoni nel processo disciplinare a Luca Palamara. Sono tutti ufficiali di polizia giudiziaria. Lo ha annunciato il presidente del collegio, il laico Fulvio Gigliotti.

I testi ammessi sono i due chiesti dalla procura generale, Fabio Del Prete e Fabio Di Bella, e, tra quelli indicati dalla difesa, Gerardo Mastrodomenico, Roberto Dacunto, Gianluca Burattini e Duilio Bianchi. Il nome di Del Prete è comune a entrambe le richieste. Saranno convocati già a partire dalla prossima udienza, prevista mercoledì 23 settembre. Sull’ammissione di altri testimoni il collegio si riserva la decisione.

Le intercettazioni, contenute negli atti dell’inchiesta di Perugia, sono inutilizzabili nel procedimento disciplinare a carico di Palamara al Consiglio superiore della magistratura. E' la posizione sostenuta da Guizzi, davanti alla sezione disciplinare nel corso dell’udienza di stamattina.

La questione dell’inutilizzabilità è stata sollevata sia per le modalità di utilizzo del trojan sia per il fatto che sia stato intercettato un parlamentare, Cosimo Ferri, senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza. Ferri è stato tra i protagonisti della riunione all’hotel Champagne di Roma, incontro che è al centro delle incolpazioni formulate a carico di Palamara. Ma il problema dell’inutilizzabilità si pone, ha spiegato Guizzi, ‘erga omnes’ , quindi non solo per Ferri ma anche per Palamara e per i 5 ex togati del Csm presenti, anche loro sotto procedimento disciplinare.

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