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Capodanno, i volontari nei canili: "Insieme a tanti animali abbandonati al 'liberi tutti' post lockdown"

31 dicembre 2021 | 16.37
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Mai si è adottato tanto durante il lockdown, mai si è abbandonato tanto al 'liberi tutti'. Il 2021 è stato un anno di emozioni forti e di dolori altrettanto profondi per i canili d'Italia. Presi d'assalto da chi cercava un compagno e una giustificazione per uscire da casa durante la stretta per l'emergenza pandemica e di nuovo invasi da padroni pentiti, stanchi, inadatti, ormai legittimati a uscire da soli. Il Capodanno sarà per migliaia di cani dietro alle sbarre una notte insieme a volontari e associazioni che riempiono come possono il vuoto lasciato da padroni spesso senza cuore.

"Siamo e saremo qui anche in questo giorno di festa, come in tutti gli altri giorni dell'anno - racconta all'Adnkronos Valentina, volontaria del rifugio 'Code Felici' a Roma nord - La nostra è una attività che non conosce pause, soprattutto quando in tanti si ostineranno a salutare l'anno nuovo con i botti. Qui tanti dei cani che assistiamo sono terrorizzati dai temporali, figuriamoci con i fuochi. Facciamo il possibile con i calmanti, sperando passi anche stavolta lo spavento". E' una coperta sempre troppo corta quella dei canili, dove ci si barcamena tra spese di veterinari, cibo e medicine. "Nonostante la situazione sia difficile, siamo molto severi sulle adozioni - continua Valentina - Non c'é Amazon per i cani: la parola chiave è consapevolezza, sia nell'adottare sia anche quando si decide di dar via un cane estrema superficialità".

Le più svariate e tristi le scuse accampate: "C'è chi ci lascia il cane, di qualsiasi razza ed età perché ha cambiato casa, perché il figlio è allergico oppure chi ha perso un genitore e non vuole tenere il cane rimasto solo - racconta la volontaria - Il Covid ha aggravato ulteriormente la situazione, soprattutto la crisi che ne è seguita. Più di uno è venuto dicendo che aveva perso il lavoro e quindi casa, che non potendo più badare a se stesso aveva grosse difficoltà con il cane. Ed è lì che il cuore ci si spezza: i più anziani e non solo piangono anche per giorni, smettono di mangiare. In alcuni casi ce li siamo portati a casa noi volontari, per non fargli sentire il vuoto affettivo, ma è una corsa senza meta quella che facciamo, inseguiti da gesti di gente spesso insensibile e cinica. L'augurio che faccio per il nuovo anno è che ci sia più solidarietà verso i nostri amici a quattro zampe, bastano piccole donazioni, delle adozioni a distanza. E a tutti dico: adottate con il cervello, non con il cuore. Perché la spinta emotiva va bene solo se sostenuta da un impegno perenne, serio e concreto".

(di Silvia Mancinelli)

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