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Carceri: Antigone, calo reati parallelo a diminuzione detenuti

16 agosto 2015 | 15.54
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"Il calo dei reati annunciato dal ministro dell'interno Angelino Alfano, pari a -9,2% rispetto al 2014, è veramente una buona notizia ed è contestuale alla decrescita della popolazione detenuta". E' quanto osserva l'associazione Antigone, ricordando che "oggi i detenuti sono circa 52.000 mentre nel 2010 erano 68.000: ciò significa che meno detenuti comportano anche più sicurezza pubblica. La giustizia mite paga mentre la giustizia dal volto truce, dalle pene esemplari e simboliche, non ha alcuna efficacia deterrente".

Per questo motivo, secondo Antigone, "va assecondato un percorso di deflazione numerica senza cedimenti o passi indietro verso un diritto penale invadente e dalle pene sproporzionate. Va anche detto che il modello di carcerazione deve sempre più essere ispirato a principi di rispetto della dignità umana. Più vi è legalità e umanità nel sistema penitenziario, più questo produce effetti significativi nell’abbassamento della recidiva".

Mentre sono in corso gli stati generali sull’esecuzione della pena, voluti dal ministero della Giustizia, per riformare il sistema penitenziario, l'associazione Antigone chiede di "contrastare tutte le resistenze. Abbiamo presentato le nostre proposte, alcune delle quali recepite e approvate dalla commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Ora la parola spetta all’Aula di Montecitorio".

Tra le proposte, figurano: "Attenzione specifica ai bisogni e ai diritti sociali, religiosi e di giustizia degli stranieri detenuti che a volte non sanno neanche il perché sono in carcere in quanto nessuno traduce loro finanche gli atti giudiziari; estensione delle misure alternative; norme specifiche per i minori ai quali non vanno più applicate le norme degli adulti; modifiche all’ordinamento penitenziario che tengano conto delle competenze del servizio sanitario nazionale sulla salute in carcere; diritto ad avere rapporti sessuali in carcere".

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