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Carceri: De Cristofaro evaso da Porto Azzurro, 25 anni fa il delitto del catamarano/scheda

28 aprile 2014 | 13.33
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E' il 28 giugno 1988, quando al largo di Marzocca di Senigallia (Ancona), viene recuperato da un peschereccio il cadavere di Annarita Curina, skipper 34enne. Per l'omicidio della donna, uccisa a colpi di machete, viene condannato all'ergastolo Filippo De Cristofaro: l'uomo e' accusato di averla uccisa con la complicità della sua compagna olandese, la 17enne Diana Beyer. Movente del delitto, rubare ad Annarita il catamarano e veleggiare per il mondo con la sua amica.

I due affittarono il catamarano della skipper, l'Arx, ma il loro vero piano era impadronirsi dell'imbarcazione per poi fuggire in Polinesia. Il 10 giugno l'omicidio: Diana, secondo i giudici spinta dall'amante, pugnalò al fianco la skipper mentre stava riposando sottocoperta. Ma è stato De Cristofaro a finirla con un machete che si trovava a bordo. Entrambi hanno poi gettato il corpo in mare. Quando fu ritrovato il corpo senza vita di Annarita, a bordo dell'imbarcazione era già salito un amico olandese della coppia, in seguito condannato per il furto del natante. I tre furono poi rintracciati dalla polizia in Tunisia, mentre tentavano di fuggire dopo aver abbandonato la barca.

Processata dal tribunale dei minori, il 17 dicembre 1988, Diana Beyer sarà condannata a sei anni e sei mesi di reclusione. Più pesante al condanna per De Cristofaro: 30 anni in primo grado, pena tramutata nell'ergastolo in appello e in Cassazione, il 5 giugno 1991. L'uomo, che sta scontando l'ergastolo nel carcere di Porto Azzurro, all'isola d'Elba, dove non ha fatto rientro dopo un permesso, era già evaso nel 2007 dal carcere di Opera.

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