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Carceri: Manconi, Parlamento non ignori parole del Papa

01 settembre 2015 | 19.50
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Pannella esulta: "Evviva Francesco" Carceri, sempre più suicidi in cella. Dap: 29 dall'inizio dell'anno, 12 solo in estate

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Un'amnistia per i carcerati nell'anno giubilare dedicato alla misericordia. Il riferimento di Papa Francesco alla tradizione dell'atto di clemenza per i detenuti nell'anno Santo, scuote e interroga la politica.

Il Parlamento "non ignori le parole del Papa", chiede Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, ricordando "il precedente storico del 2002, quando Papa Giovanni Paolo II chiese al Parlamento un segno di clemenza. Poi però passarono quattro anni prima che venisse approvato l'indulto. In questi anni - sottolinea Manconi - è maturato in una buona parte della classe politica un atteggiamento di ostilità verso i provvedimenti come l'amnistia e l'indulto. Ricordo che nell'ottobre del 2013 Napolitano ripropose in una lettera alle Camere le opzioni dell'indulto e dell'amnistia, ma la cosa non ebbe seguito".

A dire grazie a Francesco per le parole sull'amnistia è il leader radicale Marco Pannella, da sempre in prima linea nella battaglia per le carceri. "Evviva Papa Francesco", ha scandito dai microfoni di Radio Radicale. "E' davvero un gran bel momento". "Tu - aggiunge entusiasta Pannella - sei speranza perché questa amnistia vale per quello che crea e produce, quello che rafforza e quello che indebolisce, grazie Papa Francesco, in condizioni di desolante assenza, sei in questo momento spes, speranza, dai corpo all'essere spes, all'essere speranza. Papa Francesco, grazie di averci ascoltato".

Di "amnistia indispensabile" parla anche il presidente della commissione Affari Sociali della Camera, Mario Marazziti. "Bisogna avere il coraggio di dire no alla cultura che vede nel carcere la soluzione di tutti i problemi giudiziari. E' ora che il Parlamento - sottolinea Marazziti - che è già intervenuto con diverse misure, riducendo alcuni abusi sull'uso della custodia cautelare e introducendo misure che hanno riportato alla fisiologia il numero dei detenuti, alleggerendo il trattamento inumano a cui essi sono sottoposti e già sanzionato dalla Corte di Giustizia europea, torni ad affrontare questo tema". Secondo il presidente della commissione Affari Sociali "l'amnistia consentirebbe di tornare a un numero di detenuti estremamente più basso, permettendo al carcere di tornare a svolgere una funzione riabilitativa e di recupero".

A favore di un'amnistia si dice anche il senatore azzurro Nitto Palma, presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama. "Il provvedimento di amnistia e indulto è stato incardinato al Senato dopo l'appello di Napolitano, grosso modo un anno e mezzo fa - ricorda Palma - . E da allora non registro significativi passi in avanti, attesa la contrarietà di diverse forze politiche. Prendo atto dell'appello del Sommo Pontefice ma non so quanto questo appello troverà consenso nelle forze politiche che fino adesso si sono opposte", avverte l'ex Guardasigilli, riferendosi ai 'no' di M5S, Lega e Pd, che avrebbero frenato l'iter del provvedimento di amnistia. E visto che per l'approvazione in Aula è richiesta la maggioranza dei due-terzi, di fatto, spiega Palma, il testo resta in stand by.

Il Pd infatti mantiene la sua linea. "Dal punto di vista cristiano non posso che condividere le parole di papa Francesco - afferma il responsabile Giustizia, David Ermini - . Dal punto di vista del legislatore devo dire che il governo si sta muovendo proprio nella direzione auspicata dal Papa agevolando quei detenuti che si pentono e si vogliono reinserire con misure come la messa alla prova". "Credo che le misure che stiamo mettendo in atto - aggiunge Ermini - vadano esattamente incontro allo spirito delle parole del Papa. Si agevola chi è meritevole, chi ha mostrato la volontà di cambiare strada. Insomma, una cosa bene diversa dall'indulto che è erga omnes e che serve soltanto ai politici per lavarsi la coscienza. Ma poi nel giro di pochi anni, il problema del sovraffollamento è punto e a capo...", conclude Ermini.

E un nuovo no all'amnistia arriva dal leader leghista Matteo Salvini: "Umilmente, non sono d'accordo. Penso alle vittime dei loro reati", commenta su twitter citando il pensiero del Pontefice ai carcerati.

Un coro unanime a favore del provvedimento di clemenza evocato dal Papa invece arriva dalle associazioni. "Questo messaggio - dice Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone per i diritti e le garanzie nel sistema penale - non va sottovalutato nella sua semplicità, bensì preso in considerazione per il suo valore. E' importante che il Papa sottolinei l'aspetto della sofferenza in ambito carcerario. Al momento -ricorda Gonella - ci sono 53mila detenuti in Italia. Le parole di Francesco sono totalmente condivise dall'Associazione Antigone".

A chiedere che "l'amnistia auspicata dal Santo Padre in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia possa essere l'occasione per far ripartire il sistema penitenziario del Paese" è anche il sindacato di polizia penitenziaria Sappe. "Una amnistia potrebbe essere il punto di partenza", sottolinea il segretario Donato Capece. "Ma ad essa deve seguire l'approvazione di riforme strutturali sull'esecuzione penale. Bisogna eliminare l'ozio in cella. Nonostante i richiami di Bruxelles l'amministrazione penitenziaria non ha affatto migliorato le condizioni di vivibilità all'interno di un carcere - sottolinea-. Il numero dei detenuti che lavorano è irrisorio rispetto al totale. Chi sconta la pena in carcere ha un tasso di recidiva del 68,4%, chi fruisce di misure alternative del 19% e chi è inserito nel circuito produttivo addirittura dell'1%".

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