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Carceri: Manconi, sostegno a riforme ma non escludere misure di clemenza

28 maggio 2014 | 15.03
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"Sosteniamo la volontà di riforma del governo" ma "chiediamo, nella nostra lettera, di non escludere in alcun modo un provvedimento di clemenza". Lo dichiara oggi, in conferenza stampa, Luigi Manconi, allo scadere dell'anno di tempo concesso all'Italia dall Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza Torreggiani, per risolvere il problema del sovraffollamento carceri. La lettera, che sarà inviata al ministro della Giustizia Andrea Orlando, sottolinea Manconi, "nasce da una valutazione complessiva del sistema penitenziario italiano". E continua: "non c'è il minimo dubbio che siano stati realizzati passi avanti" ma " tutte le innovazioni legislative sono ancora troppo lente e parziali".

"La lettera - prosegue - è stata già firmata anche "dai senatori Lo Giudice, De Cristofaro,Buemi, Palermo, Compagna, Petraglia, Gotor, Valentini e dai deputati Verini e Leva". "La nostra - ribadisce - è un'apertura di credito. Abbiamo fiducia in Orlando e nell'amministrazione penitenziaria" ma bisogna "osare di più". "A fine aprile - riferisce Manconi - abbiamo appreso che i detenuti erano 59.683": 6mila in meno rispetto al periodo in cui è diventata definitiva la sentenza Torreggiani. Tuttavia, i posti letto sono 43.547. "In questo scarto di 16mila unità", commenta, è individuabile "la tragedia del nostro sistema penitenziario".

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