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Carceri: Sappe, evasione Rebibbia dimostra fallimento vigilanza dinamica

12 febbraio 2014 | 11.12
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''Non si facciano volare gli stracci, ma i propugnatori della vigilanza dinamica, ovvero i vertici del Dap, si dimettano ammettendo la propria sconfitta''. E' quanto afferma il segretario nazionale del Sappe, Donato Capece, in merito all'evasione di due detenuti italiani, avvenuta nella tarda serata di ieri dal carcere di Rebibbia, a Roma.

''I due evasi -spiega all'Adnkronos Capece- sono Giampiero Cuttini, classe 1973, e Sergio Di Palo, del '79. Sono stati condannati con fine pena al 2018 per rapina, furto e ricettazione. Hanno fatto perdere le proprie tracce dopo aver segato le sbarre ed essersi calati con le lenzuola dal secondo piano della Terza Casa di Rebibbia''. ''La custodia attenuata -fa notare il leader dei baschi azzurri del Sappe- ha completamente azzerato la sicurezza nell'istituto. Il risultato e' che, purtroppo, i due detenuti sono riusciti ad evadere''.

''Il Sappe -conclude Capece- oltre a denunciare le gravi carenze di organico della polizia penitenziaria, chiede l'immediato ripristino della vigilanza a posto fisso'', un regime ''che consente di garantire sicurezza agli stessi detenuti evitando questo inutile smacco agli agenti penitenziari''.

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