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Caro gasolio, sciopero pescherecci per una settimana, è rischio paralisi

07 marzo 2022 | 19.44
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La protesta, partita oggi, si annuncia dura ma il governo tenta il tutto per tutto per disinnescare la miccia che potrebbe portare ad una nuova paralisi di questo importante settore dell'agroalimentare e che farà mancare il pesce fresco sui banchi di mercati e supermercati.

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Dopo lo sciopero degli autotrasportatori ora i pescatori italiani incrociano le braccia per una settimana contro il caro gasolio. La protesta, partita oggi, si annuncia dura ma il governo tenta il tutto per tutto per disinnescare la miccia che potrebbe portare ad una nuova paralisi di questo importante settore dell'agroalimentare e che farà mancare il pesce fresco sui banchi di mercati e supermercati. Il sottosegretario al Mipaaf, con delega alla pesca Francesco Battistoni ha deciso infatti di incontrare già domani le associazioni più rappresentative delle marinerie, anticipando un incontro che si sarebbe dovuto tenere giovedì prossimo il 10 marzo.

Allo sciopero hanno aderito l'80% delle marinerie, secondo quanto riferiscono gli operatori del settore interpellati dall'Adnkronos. In particolare sono i pescherecci che svolgono la pesca a strascico a essere maggiormente penalizzati dall'aumento dei prezzi proprio perché hanno consumi maggiori rispetto ad altre imbarcazioni ma il problema riguarda tutti i pescherecci italiani dal Tirreno, allo Ionio, all'Adriatico.

"Un motopeschereccio medio di 20 metri brucia 4.000 litri di gasolio a settimana e con il prezzo arrivato a 1 euro sono 4.000 euro di gasolio a settimana, 16 mila euro al mese con prezzi pagati ai pescatori troppo bassi". A fare i conti è Giuseppe Micucci, responsabile di Federagripesca Marche che segnala: "se il governo non ci sostiene questa attività produttiva si ferma". "Il gasolio ha raggiunto livelli insostenibili, al punto che un peschereccio se esce in mare non riesce a guadagnare perché i ricavi coprono a malapena i costi" ribadisce Gilberto Ferrari, direttore pesca di Confcooperative.

Diretta conseguenza dello sciopero dei pescatori dall'Adriatico al Tirreno sarà la mancanza di pesce fresco italiano nei prossimi giorni "dal pesce azzurro (alice, sardine, sgombri) al pesce bianco come merluzzo, triglie, scampi, sogliola" segnala Micucci. In tutto questo c'è anche il rischio che lo sciopero possa prolungarsi ancora. "Dubito che saremo in grado di tornare a lavorare la prossima settimana, ci proveremo per uno o due giorni" afferma Apollinare Lazzari, a capo della cooperativa dell'associazione produttori pesca di Ancona, promotore dello sciopero dei pescherecci indetto a livello nazionale.

"Negli ultimi tre mesi c'è stata un'impennata dei prezzi del gasolio ma in due anni i prezzi sono triplicati - spiega Lazzari. - Non riusciamo assolutamente a coprire le spese perché oltre al caro gasolio veniamo dalla pandemia e poi il Mipaaf ha emanato un decreto che ci ha limitato ancora di più le giornate di pesca". Il prezzo del gasolio per Coldiretti Impresapesca è raddoppiato (+90%) rispetto allo scorso anno e si teme che costringendo i pescherecci italiani a tagliare le uscite questo favorisca anche le importazioni di pesce straniero.

Il settore chiederà domani al governo di "intervenire con misure che sostengano l'economia della pesca attraverso uno strumento di emergenza, magari con una norma nel Sostegni Ter". "Le leve di intervento sono ridotte - spiega Ferrari - ma dobbiamo trovare il modo di superare questo periodo sperando che la situazione internazionale non peggiori". Molte aspettative sono riposte nell'incontro di domani. (di Cristina Armeni)

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