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Migranti: 108 casi di scabbia a Milano, esperto Asl rassicura

11 giugno 2015 | 16.09
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108 casi diagnosticati solo nel mese di giugno

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Foto Afp - AFP

Rilevati casi di scabbia tra i migranti che affollano il presidio sanitario mobile alla stazione Centrale di Milano. Una malattia, spiegano gli i medici della Asl milanese, che si aggiunge a disidratazione, malnutrizione e condizioni igieniche e di salute spesso molto provate. I migranti che affollano il mezzanino della Stazione Centrale di Milano "provengono soprattutto dall'area sub-sahariana e presentano tutti i problemi di chi ha patito molto. La criticità numero uno è appunto la scabbia": 108 casi diagnosticati solo nel mese di giugno su un totale di 500 segnalati in città da inizio anno.

"Una cifra che comprende però anche 50 infezioni autocnone, non collegate ai flussi migratori e registrate anche fra cittadini italiani, magari tornati da un viaggio". A parlare è Giorgio Ciconali, direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell'Asl , non ritiene corretto parlare di allarme sanitario. "Il problema al momento è interno a queste popolazioni ed è certamente serio", spiega all'Adnkronos Salute. Il boom di casi di scabbia "speriamo possa essere evitato proprio grazie al presidio sanitario allestito questa mattina davanti alla Centrale". Per il medico è "un passo avanti importante".

Ma inevitabilmente scatta la polemica politica. Già in mattinata il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, aveva accusato: "il governo è' inadempiente nei confronti delle Regioni riguardo l'accordo del luglio 2014 sulla gestione dei flussi di immigrati", e dopo aver sciorinato i conti aveva anche citato la malattia infettiva: "secondo i dati del Viminale la Lombardia è la terza regione per numero di immigrati accolti, le strutture sono al collasso come si è visto in stazione Centrale a Milano, dove abbiamo rilevato casi di scabbia e mi sembra impensabile lasciarli lì". Un assist per il leader della Lega, Matteo Salvini, che twitta: ""Da clandestini 180 casi di scabbia a Milano, nonché altre centinaia di malati. Andassero ad abbracciare Renzi e la Boldrini!".

Mostra preoccupazione anche Giuliano Pisapia. "Abbiamo dato segni forti di solidarietà e continueremo a farlo. Certo è - spiega il sindaco di Milano - che c'è un limite, nel senso che non si può pensare che Milano da sola, o con pochi altri comuni, risolva un problema epocale. Oggi sempre di più, ci vuole una responsabilità e una corresponsabilità di tutte le istituzioni, a partire dal governo dalle regioni e soprattutto dall'Europa". Per il primo cittadino "quando c'è una tragedia del genere sarebbe disumano non essere preoccupati. Noi abbiamo fatto il nostro dovere istituzionale, adesso ci sia una responsabilità comune".

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