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Caso Abu Omar, Pollari: ''Ho sollevato il segreto di Stato perché mi fu ordinato''

14 febbraio 2014 | 13.14
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''Sono estraneo al caso Abu Omar e ho sempre manifestato la mia ferma determinazione a non considerare attività di questa natura. Quando ho avuto notizia di fatti simili, ho svolto tutte le attività necessarie per impedire che chiunque li mettesse in atto''. Nicolò Pollari, ex direttore del Sismi (Servizio per le informazioni e la sicurezza militare), rompe il silenzio.

Lo fa dopo le motivazioni, depositate giovedì sera, della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha accolto i conflitti di attribuzione sollevati dai governi Monti e Letta nel caso Abu Omar, l'iman rapito il 17 febbraio del 2003. Vengono così annullate le sentenze che hanno portato alla condanna dello stesso Pollari, all'epoca numero dei servizi segreti militari, e dei suoi uomini, a partire dal capo del controspionaggio, Marco Mancini.

''Sulla vicenda - spiega all'Adnkronos il generale Pollari - fin dall'inizio ho sollevato il segreto di Stato perché mi fu ordinato per iscritto da quattro governi della Repubblica, pur avendo chiesto la cortesia di sollevarmi dal segreto di Stato al fine di potermi difendere dalle accuse che mi venivano rivolte. Laddove fosse stato possibile disporre degli elementi di prova in possesso dell'autorità nazionale di sicurezza, coperti dal segreto di Stato, io non sarei mai entrato in questo processo né vi sarebbero entrati gli altri funzionari imputati con me nello stesso procedimento. E se vi fossimo entrati, ne saremmo usciti tre secondi dopo...''. ''Ora - rilancia il generale - immagino e mi aspetto che si proceda al mio totale proscioglimento, tenuto conto della provata e provabile completa estraneità ai fatti''.

Si scriverà la parola fine su questa vicenda? ''Avrei voluto scriverla quando è cominciata - taglia corto l'ex numero uno del Sismi - ma ora la Consulta si è pronunciata. In modo preciso e inequivocabile''.

Pollari difende le sue ragioni: ''Mi è stato ordinato, ero un militare e il direttore di un servizio di infomazione per la sicurezza, di opporre il segreto di Stato su queste materia, nell'interesse della sicurezza della Repubblica. Sono abituato a osservare le leggi e a farle rispettare''. ''Ma questo segreto di Stato che ho rispettato pagandone il prezzo processuale - fa notare l'ex capo del Sismi - contratriamente a ciò che tutti possano immaginare, copre la mia estraneità e la mia precisa e ferma determinazione manifestata in modo incontestabile nel periodo in cui ho diretto il Sismi, di impedire che si verificassero fatti di questo genere''. Perciò, rimarca il generale, ''non solo sono estraneo a questo fatto specifico, ma quando ho avuto notizie di casi simili, li ho sempre impediti con ferma determinazione. Quando è stato apposto il segreto di Stato sul caso Abu Omar - conclude Pollari - ho obbedito per dovere, per fedeltà al giuramento alla Repubblica, e per onore''.

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