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Caso Aldrovandi: madre Federico scrive a Renzi, rigore e' dovere dello Stato

27 febbraio 2014 | 12.06
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"Davvero coloro che hanno causato la morte di mio figlio Federico, continuando a colpirlo e schiacciarlo anche quando del tutto inerme gridava 'aiuto' e 'basta', non hanno disonorato la divisa che indossavano?". Inizia così la lettera inviata al premier Matteo Renzi da Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara nel 2005 durante un controllo di polizia per le botte subite dai 4 agenti, che sono stati condannati in via definitiva per eccesso colposo in omicidio colposo del ragazzo, all'epoca 18enne.

"Davvero - chiede ancora Moretti - la discrezionalità del corpo di polizia può consentire che quei 4 agenti, a fronte di tanti comportamenti giudicati disonorevoli dai magistrati e dagli stessi vertici di polizia, continuino onorevolmente ad indossare la divisa dello Stato? Davvero questo è lo Stato di cui dovremmo essere orgogliosi?"

"Mi scusi Presidente ma io credo che, quando si tratta di diritto alla vita, sia un nostro diritto ma anche un dovere essere rigorosi, perché è la base della civiltà - scrive ancora mamma Aldrovandi - questo è ciò che la morte di mio figlio mi ha aiutato a capire, nel profondo". (segue)

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