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Caso Battisti, Torregiani: "Renzi intervenga o chiedo i danni allo Stato"

29 giugno 2015 | 18.10
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Alberto Torregiani - (Foto dal suo profilo Facebook)

di Antonietta Ferrante (AdnKronos) - Alberto Torregiani lancia la 'sfida' al governo. Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Pac condannato in Italia all'ergastolo, festeggia la sua luna di miele in Brasile - "Felicitazioni, ancora una volta lui fa notizia e il governo tace", dice Torregiani - mentre l'uomo costretto in sedia a rotelle da un agguato in cui morì suo padre, è pronto a lasciare a casa diplomazia ed educazione e ad andare a Palazzo Chigi per chiedere di intervenire sull'estradizione dell'ex terrorista. Se non otterrà risposta da Matteo Renzi è pronto a fare causa allo Stato.

E' il 1979 quando il nucleo dei Proletari armati per il comunismo entra in azione, da allora Torregiani attende "giustizia" che lo Stato "si occupi di una vittima". Torregiani svela che "sono due mesi" che cerca di contattare il presidente del Consiglio Matteo Renzi "perché si occupi del caso Battisti. Io sono una vittima e ho tutto il diritto, acquisito sulla mia pelle, e in questo senso una risposta sarebbe una forma di 'gentilezza' che il governo dovrebbe avere. Ho cercato almeno 20 volte la sua segreteria e non l'ho mai trovato" ora preannuncia "sono pronto ad aspettarlo, ad oltranza, sotto Palazzo Chigi". Nessuna iniziativa 'eclatante', ma l'idea di un sit in da mettere in atto questa settimana: "Voglio parlare direttamente con Renzi, ma deve essere lui a venire da me: io pretenderò quel passo, pretenderò che sia lui a uscire da quel Palazzo per venirmi incontro e ascoltarmi". Ma avvisa: "Non mi accontenterò di una stretta di mano o di una promessa, io pretendo che Renzi mi inviti al tavolo per pianificare come risolvere il caso Battisti".

L'appuntamento "è davanti a Palazzo Chigi" nelle prossime ore, perché "non ho nulla da perdere: vado e sto a oltranza finché non ottengo su carta intestata una soluzione". Se la questione Battisti non sarà risolta - sull'ex terrorista pesa un ordine di espulsione disposto da un giudice federale brasiliano nel marzo scorso rispetto al quale avrebbe presentato ricorso in appello - "sono pronto - evidenzia Alberto Torregiani - a citare lo Stato per inadempienza perché sta violando la Costituzione, il mio diritto a essere risarcito. Io non ce l'ho con il governo Renzi, ma con i governi che non hanno mai fatto niente".

Finora "il mio risarcimento è stato etico e morale, eppure non è per colpa mia se sono su una sedie a rotelle, e ora pretendo un risarcimento da chi ha offeso la mia famiglia, dallo Stato che sa essere integerrimo 'chi sbaglia paga', questo farò anch'io". Torregiani ha deciso di mettere da parte "l'educazione, questa è l'ultima spiaggia: se non ci sarà una soluzione, pretenderò un risarcimento e non mi interessa da chi arriveranno i soldi, non li considererò sporchi, ma mi ripagheranno" di un'attesa lunga 36 anni. Torregiani è pronto anche a fare un passo oltre: "Non escludo anche di incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella". Per Torregiani, vittima dell'ex terrorista, una soluzione potrebbe essere "uno 'scambio' alla pari" tra il banchiere italo-brasiliano Henrique Pizzolato e Cesare Battisti "non fra sei anni - ironizza - ma contemporaneamente: il primo metterà piede in Brasile quando Battisti poggerà il suo sul suolo italiano".

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