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Caso Cucchi, Gabrielli: "Più cautela nei giudizi"

20 novembre 2019 | 15.10
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Dopo l'invito di ieri alla riflessione, il capo della Polizia torna a parlare del caso. E sulla legge sulla tortura aggiunge: "Non tocca a me commentare Salvini"

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(Fotogramma)

"Ieri a Napoli non ho espresso nessuna parola contro qualcuno, peraltro ho richiamato tutti a un utilizzo più cauto e riflessivo dei giudizi e ho sottolineato come ci si sia comportati in maniera non corretta nei confronti dei familiari (di Stefano Cucchi, ndr). Al tempo stesso invito anche oggi a una cautela perché siamo di fronte a una sentenza di primo grado". Lo ha detto il capo della polizia, Franco Gabrielli, a margine della commemorazione del 50esimo anniversario della morte del poliziotto Antonio Annarumma, a Milano.

Rispondendo a chi gli chiede un commento sulle parole del segretario della Lega Matteo Salvini sulla legge sulla tortura riportate oggi da 'il Manifesto', Gabrielli aggiunge: "Non sono chiamato a commentare le parole e le espressioni di un leader politico, credo che non mi appartenga come ruolo e come funzione". Ieri, davanti ai poliziotti del Sap, il numero uno del Carroccio ha infatti promesso di rivedere la legge che punisce la tortura quando tornerà al governo. "Credo di essermi costruito una storia che è fatta di non timidezza rispetto a ciò che voglio dire - ha sottolineato Gabrielli - e in ogni occasione ho sempre detto la mia nell'ambito e nelle responsabilità che mi sono proprie".

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