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Caso Cucchi, Giovanardi: "La droga è stata decisiva nel decesso" /Ascolta

18 gennaio 2017 | 15.49
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"Per fortuna in Italia non sono i media, i giornali o la rete a fare il processo quindi io aspetto la sentenza del Tribunale". Così ha affermato ai microfoni de 'La Zanzara' Carlo Giovanardi, commentando la chiusura dell'inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi che ha contestato il reato di omicidio preterintenzionale ai tre carabinieri che arrestarono il geometra romano nel 2009. Secondo il senatore di Idea la verità sul caso emergerà solo nel corso del prossimo processo.

"La droga ha avuto una parte determinante nel decesso", ha affermato Giovanardi, "sono convinto che Cucchi fosse uno spacciatore ed essere uno spacciatore non è una cosa gloriosa, non lo considero un benemerito della Nazione. Quando fu arrestato era già in una condizione fisica precaria". "Io credo - ha continuato il senatore - "che la strada dell'omicidio preterintenzionale cadrà totalmente nella fase processuale. Tutte le perizie hanno escluso qualsiasi tipo di relazione con le eventuali percosse e la morte".

Dichiarazioni forti che hanno sollevato un'accesa discussione tra Giovanardi e il conduttore di Radio24 David Parenzo. "E' una vergogna che lei, a prescindere, abbia sempre difeso gli agenti di custodia e infamato per anni la famiglia Cucchi", ha affermato Parenzo, "Io non ho infamato nessuno, Parenzo è un infame mentitore perché per otto anni i carabinieri con questo processo non hanno avuto assolutamente nulla a che vedere", ha ribattuto il senatore.

"Li hanno accusati sulla base della perizia della parte civile" - ha continuato Giovanardi, "il pm, invece di assumere le perizie delle decine di luminari che hanno concluso tutte nella stessa maniera, nella sua ipotesi d'accusa ha preso quella della parte civile". Giovanardi ha infine insinuato che la famiglia Cucchi abbia degli interessi economici. "Ilaria Cucchi e il legale Anselmo sono stati liquidati con un milione di euro dai medici che erano innocenti. Si vantano di vincere i processi sui media e hanno una grande capacità mediatica. Ieri erano subito al Tg1 senza che nessun carabiniere sia intervenuto dall’altra parte. Sono perennemente in televisione a dire che hanno ragione loro. Sono bravissimi a fare i processi mediatici. Per fortuna nel processo parla anche la difesa".

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