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Caso Fortuna, il presunto omicida accusa la compagna e la figlia di lei: "L'hanno uccisa loro"

09 giugno 2016 | 15.54
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Fortuna Loffredo (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Raimondo Caputo, in carcere a Poggioreale per l'omicidio della piccola Fortuna Loffredo accusa la compagna Marianna Fabozzi e sua figlia della morte della bambina. Lo fa rendendo dichiarazioni spontanee al giudice in occasione dell'incidente probatorio svolto al Tribunale di Napoli Nord ad Aversa (Caserta).

Nel corso dell'incidente probatorio è stata ascoltata come teste la 13enne alla quale la figlia di Fabozzi ha detto che l'omicida era lo stesso Caputo. La ragazzina ha confermato la sua versione. Ad Aversa erano presenti sia Caputo sia Fabozzi, detenuta nel carcere femminile di Pozzuoli per avere, secondo la Procura di Napoli Nord, coperto violenze sessuali commesse dall'uomo nei confronti delle sue figlie.

Angelo Pisani, avvocato difensore della famiglia Loffredo, annuncia che chiederà un confronto tra i due e l'intenzione di "rivalutare bene le dichiarazioni delle figlie della Fabozzi", già ascoltate in sede di incidente probatorio, "per capire se la maggiore dice la verità. E' chiaro comunque che dietro questo omicidio c'è la responsabilità di più persone".

Sempre oggi Caputo, difeso dall'avvocato Paolino Bonavita, è stato ascoltato oltre un'ora dai pm della Procura di Napoli che stanno indagando sulla morte di Antonio Giglio, avvenuta il 27 aprile 2013 in circostanze analoghe a quella di Fortuna nello stesso palazzo del Parco Verde di Caivano (Napoli). L'uomo ha detto che lui quel giorno non era in casa, tutto ciò che sa della morte del piccolo è quanto gli ha riferito la sorella, che era in casa e secondo cui nel tragico incidente sarebbe coinvolta Marianna Fabozzi, sua compagna e madre del bimbo.

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