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Caso Gregoretti, ok del Senato a processo per Salvini

12 febbraio 2020 | 08.53
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L'ordine del giorno per negare l'autorizzazione a procedere ha avuto 76 voti a favore e 152 contrari. L'ex ministro dell'Interno accusato di sequestro di persona aggravato per i 131 migranti bloccati lo scorso luglio al largo di Augusta sulla nave della Guardia costiera. Leader della Lega: "Da Tribunale mi aspetto giudizio imparziale, non sono un criminale"

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Via libera dall'Aula del Senato al processo a Matteo Salvini sul caso Gregoretti. L'ordine del giorno per negare l'autorizzazione a procedere ha avuto 76 voti a favore e 152 contrari. Nessun astenuto. Il Senato ha quindi concesso l'autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del senatore Matteo Salvini, bocciando l'odg presentata da Fi e Fdi per non concedere il via libera al processo. L'ex ministro dell'Interno è accusato di sequestro di persona aggravato, relativamente alla vicenda dei 131 migranti bloccati lo scorso luglio al largo di Augusta sulla nave della Guardia costiera.

Dal Tribunale di Catania, ha detto in tarda serata il leader della Lega ai microfoni del Tg2, "mi aspetto un giudizio sereno, anche perché durante i miei mesi di governo abbiamo ridotto i morti... e abbiamo ridotto gli sbarchi, i costi e i problemi per gli italiani. Quindi mi aspetto un giudizio imparziale perché mi sento un italiano vero, non un criminale". "Non ho nulla di cui rimproverarmi e di cui aver paura, ho difeso i confini, la sicurezza, l'onore, la dignità del mio Paese, dei miei figli e dei figli degli italiani. Non chiedo una medaglia, mi danno un processo. Andrò in quell'aula di Tribunale per dire che difendere i confini del mio Paese è un mio diritto e un mio dovere".

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I senatori della Lega non hanno partecipato alla votazione, ha comunicato al termine del suo intervento, il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo. "Facciamo decidere a un giudice, usciamo da quest'aula e facciamo decidere lui". "Ormai il re è nudo, potete andare avanti qualche mese o settimana, ma in democrazia il giudizio lo dà il popolo", aveva detto Salvini, nel suo intervento un Aula."Se difendere l'onore dell'Italia è un dovere di un politico o un crimine che merita fino a 15 anni di carcere, voglio che qualcuno metta la parola fine a questo dibattito surreale". "Io - lamenta - non ne posso più di passare da criminale, ho difeso i confini del mio Paese".

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