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Caso Maddie, respinto appello sospetto contro estradizione e condanna

24 settembre 2020 | 13.18
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La Corte di Giustizia europea ha confermato la sentenza del tribunale regionale di Braunschweig che nel 2019 lo aveva condannato per lo stupro aggravato di una donna di 72 anni a Praia da Luz, in Portogallo nel 2005

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(Foto Fotogramma)

Il cittadino tedesco principale sospetto nel caso della scomparsa della bambina britannica Madeleine McCann si è visto respingere dalla Corte di Giustizia Europea il tentativo di contestare la sua estradizione in Germania e la propria conseguente condanna. La Corte ha infatti confermato la sentenza del tribunale regionale di Braunschweig che nel 2019 lo aveva condannato per lo stupro aggravato di una donna di 72 anni a Praia da Luz, in Portogallo nel 2005.

L'uomo si era appellato contro la decisione perché era stato estradato in Germania nel 2017 sulla base di un mandato di arresto europeo per abusi ai danni di un bambino. Le norme Ue non consentono un giudizio per reati precedenti l'estradizione. La Corte ha stabilito che la norma è irrilevante in questo caso in quanto dopo aver scontato la sentenza l'uomo ha lasciato volontariamente il paese dove è rientrato solo dopo un successivo mandato di cattura a suo carico - spiccato dalle autorità in Italia - per reati di droga. In questo caso le restrizioni relative al primo mandato di cattura non hanno più vigore.

Madeleine McCann scomparve a Praia da Luz, dove si trovava con la famiglia in vacanza, nel maggio 2007. Nello scorso mese di giugno le autorità tedesche hanno annunciato che stanno indagando sull'uomo in relazione con il caso della scomparsa della piccola Maddie.

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