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Caso Marò: Gentiloni, Terzi ha avuto ruolo su come si è generata vicenda

14 aprile 2015 | 10.30
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Il ministro degli Esteri: "Ha più responsabilità di Emma Bonino. Ora stiamo cercando di risolvere con rapporti diretti". La replica: "Sulla questione Gentiloni è oltremodo confuso". Tra proroghe e rinvii continua l'odissea dei due fucilieri. La Corte Suprema di Nuova Delhi ha autorizzato Latorre a rimanere in Italia fino al 15 luglio

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Paolo Gentiloni, Giulio Terzi - INFOPHOTO

L'allora ministro degli Esteri Giulio Terzi "ha avuto un ruolo su come si è generata" la vicenda dei marò. Lo ha detto il capo della diplomazia italiana Paolo Gentiloni a Radio 24, sottolineando che "le responsabilità non sono tutte uguali" e che "Terzi ha più responsabilità di Emma Bonino", che fu il suo successore. Intanto tra proroghe e rinvii continua l'odissea dei due fucilieri. Massimiliano Latorre potrà rimanere in Italia fino al 15 luglio.

Gentiloni non ha voluto commentare le dimissioni di Terzi, da lui definite "una scelta personale", e ha sottolineato che si sta cercando di risolvere il caso marò "con rapporti diretti" con il governo indiano.

Immediata la replica dell'ex ministro degli Esteri. "Pare che Gentiloni sulla questione marò sia oltremodo confuso", si legge in un comunicato diffuso da Terzi, secondo il quale rimandare i marò in India "fu la Caporetto della politica estera italiana". Ora, ha aggiunto, sulla vicenda "il governo italiano sta supinamente a guardare, continuando a lasciar mano libera all'India".

Nell’intervista Gentiloni ha poi sottolineato che "non mi piace" essere chiamato 'ministro crociato', riferendosi al modo con cui il sedicente Stato Islamico lo ha definito in passato. "Di tutto c'è bisogno meno che di crociate - ha sottolineato il capo della diplomazia italiana - Noi combattiamo contro il terrorismo assieme alla maggioranza dei paesi e dei popoli islamici".

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