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Caso Marò: New Delhi, risoluzione Europarlamento inopportuna

16 gennaio 2015 | 08.43
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Le autorità indiane reagiscono con fastidio al voto di ieri che chiede di rimpatriare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Akbarrudin ha affermato che "il caso è sub jiudice ed è stato discusso tra l'India e l'Italia"

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Le autorità indiane reagiscono con fastidio alla risoluzione del Parlamento europeo sulla vicenda dei due marò italiani. "In base alle circostanze - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Syed Akbarrudin- sarebbe stato consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato questa risoluzione".

In una breve dichiarazione rilanciata dai media indiani, Akbarrudin ha affermato che "il caso è sub jiudice ed è stato discusso tra l'India e l'Italia. La Corte suprema, nel suo pronunciamento del 14 gennaio ha concesso a Massimiliano Latorre altri tre mesi per rimanere in Italia per ragioni di salute". Quanto all'latro militare italiano, Salvatore Girone, Akbarrudin ha ricordato che "rimane nell'ambasciata italiana a New Delhi".

La risoluzione approvata ieri dall'Europarlamento chiede di rimpatriare i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e di attribuire la competenza giurisdizionale del caso alle autorità italiane o a un arbitraggio internazionale per trovare una "soluzione ragionevole e accettabile" per le parti coinvolte. Nella risoluzione si incoraggia inoltre l'alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, "a intraprendere ogni azione necessaria per proteggere i due fucilieri italiani ai fini del raggiungimento di una soluzione rapida e soddisfacente del caso".

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