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Caso marò, Italia e India domani a Corte indiana per esecuzione sentenza

04 agosto 2020 | 22.03
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(Fotogramma/Ipa) - FOTOGRAMMA

"La sentenza del Tribunale arbitrale dell’Aja dello scorso luglio ha riconosciuto la titolarità esclusiva dell’Italia all’esercizio della giurisdizione penale sui fucilieri di Marina Latorre e Girone. Il Tribunale non ha previsto l’automatica caducazione della giurisdizione indiana, ma ha ordinato all’India di 'compiere i passi necessari per cessare l’esercizio della giurisdizione penale' sui fucilieri di Marina. Ciò sulla base della evidente considerazione per cui sono in concreto le Corti indiane a dover cessare l’esercizio della giurisdizione penale, e non i governi". Lo fa sapere il ministero della Difesa sulla vicenda dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e in modo particolare per quel che concerne lo stato del procedimento relativo alla cessazione della giurisdizione indiana sul caso.

"L’Italia e l’India appariranno nella giornata di domani davanti alla Corte Suprema indiana, un’udienza da tempo programmata, per dare esecuzione alla sentenza del Tribunale arbitrale – che è obbligatoria e vincolante per entrambe le parti - e procedere, tra l’altro, alla rimozione dei precedenti vincoli imposti alla libertà dei fucilieri dalla Corte Suprema - continua il ministero - L’udienza di domani davanti alla Corte Suprema indiana costituisce il 'passo necessario' richiesto dal Tribunale arbitrale per la cessazione definitiva della giurisdizione penale su Massimilano Latorre e Salvatore Girone".

"La decisione in materia di misure provvisorie del Tribunale Arbitrale del 29 Aprile 2016, infatti, aveva consentito il rientro e la permanenza in Italia dei fucilieri di Marina, prevedendo allo stesso tempo, in modo esplicito, la loro sottoposizione alla giurisdizione indiana nelle more della sentenza definitiva del Tribunale Arbitrale - conclude - La Corte Suprema indiana, nel conformarsi alla decisione della sentenza internazionale del 29 Aprile 2016, ha richiesto con due successivi provvedimenti che i fucilieri fossero sottoposti in Italia ad alcune misure, fra cui l’obbligo periodico di firma".

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