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Caso Marò, le condizioni della Corte suprema per il ritorno di Girone

26 maggio 2016 | 15.40
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(Xinhua)

La Corte Suprema indiana ha oggi autorizzato il rientro in Italia di Salvatore Girone, ma ha tuttavia posto una serie di condizioni. A quanto riferiscono i media indiani, vi è prima di tutto la richiesta di una garanzia dell'ambasciatore italiano perchè si impegni a far sì che, qualora il Tribunale arbitrale internazionale decida a favore della giurisdizione indiana, Girone torni in India entro un mese.

A Girone, che dovrà consegnare il passaporto al suo arrivo in Italia, vengono poste quattro condizioni: 1) deve presentarsi ad un posto di polizia italiano ogni primo mercoledì del mese e l'ambasciata italiana ne deve informare l'ambasciata indiana a Roma. 2) Non deve manomettere alcuna prova o influenzare alcun testimone del caso. 3) Girone deve dare una garanzia che rimarrà sotto la giurisdizione della Corte Suprema. 4) Se una di queste condizioni sarà violata la sua libertà provvisoria verrà revocata.

Contro la Corte si è scagliato il primo ministro dello Stato indiano del Kerala. Secondo Pinarayi Vijayan, si è trattato di "una risposta sbagliata" dovuta al "gioco sporco" del governo, riferiscono i media indiani. “E' qui che si devono tenere l'esame del caso e il processo. Ma fin dall'inizio il governo ha fatto un gioco sporco. Eravamo contro l'approccio del governo e lo abbiamo fortemente criticato", ha affermato Vijayan, riferendosi al fatto che il caso, inizialmente affrontato dai tribunali del Kerala, sia poi passato sotto la giurisdizione centrale dell'India. "E' la risposta sbagliata del governo centrale che ha portato la Corte a dare questo ordine", ha proseguito, criticando il governo di Nuova Delhi che di fronte alla Corte Suprema non si è opposto al rientro di Girone "per motivi umanitari".

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