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Caso maro': Pinotti, nessuna minaccia a India ma non vanno giudicati li'

27 febbraio 2014 | 12.46
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"Il nostro deve essere un messaggio con cui non minacciamo di fatto l'India perché, se agli alleati che abbiamo nelle missioni diciamo che ci disimpegniamo, abbiamo il timore di poter far venire meno questo sostegno che noi stiamo ricercando, che vogliamo avere con sempre più forza e che in questo momento ci sembra fondamentale per mettere l'India davanti a quella che noi riteniamo la posizione che debba essere assolutamente assunta: quella, cioè di due militari impegnati in missioni internazionali che non possono essere assolutamente giudicati se non secondo le regole che hanno i militari". Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, nel corso del dibattito al Senato sulla proroga delle missioni internazionali, in merito al caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Nell'esprimere il parere contrario ad alcuni emendamenti proposti da Fi e Lega, che legano ad un'eventuale condanna indiana il ritiro italiano dalle missioni internazionali, il ministro ha inoltre precisato: "Noi riteniamo con forza che i nostri due fucilieri non debbano essere giudicati in India. Se però prevediamo in una legge che ciò possa accadere, il Parlamento italiano ammette una linea che oggi l'Italia sta sostenendo con forza essere sbagliata. Non si vuole non mettere forza in questa situazione, ma la forza deve essere utilizzata per trovare una soluzione e non per fare prove muscolari che non ci servono".

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