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Caso Moro, "ucciso mentre era seduto o stava in piedi"

02 marzo 2017 | 17.12
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(Fotogramma)

Moro? E' stato ucciso in modo diverso da come abbiamo saputo e forse, addirittura, non dentro la macchina, la Renault 4 rossa poi ritrovata a via Caetani. Di sicuro gli hanno sparato mentre era seduto o in piedi, con il busto eretto. E le armi, che erano due (una Skorpion e una Walther) gli furono puntate contro, verso il busto, per sparare quasi a bruciapelo.

Nella seconda puntata dell'audizione del comandante del Ris di Roma, Luigi Ripani, presso la Commissione parlamentare che indaga sulla morte di Moro, la ricostruzione fatta dai 'tecnici' dell'arma dei carabinieri, ribadisce i punti fermi della scorsa settimana, che le domande dei membri della Commissione, cercano di far meglio emergere. E infatti qualche aggiunta arriva.

Ma, sostanzialmente, le modalità dell'omicidio di Moro, la mattina del 9 maggio del 1978, sono discordanti con quanto è agli atti, dopo le dichiarazioni dei brigatisti che in tre - Moretti, Maccari e Gallinari - si sono autoaccusati degli spari contro il leader Dc.

Per il Ris è da acquisire agli atti che Moro, poco prima di essere ucciso, fosse in posizione eretta, forse seduto sul pianale della R4, con le spalle rivolte all'abitacolo ed è stato colpito dai primi spari in quella posizione, poi adagiato sul portabagagli, posizione da cui invece inizia il racconto brigatista, con la 'pietosa' coperta posta sul corpo e sul volto prima degli spari ravvicinati.

Per il Ris, inoltre a sparare i primi tre colpi, 'ortogonali' e diretti al torace, è stata la mitraglietta Skorpion e non la Walther Pkk, come ricorda Maccari e che all'ultimo, uno dei colpi è di calibro 9, sparati dalla Walther, appunto.

Tra le novità, di questa seconda parte dell'audizione dei Ris quanto detto da Ripani, che, a un certo punto, allontana la scena dell'omicidio dalla macchina emblema degli anni di piombo, la R4 dei brigatisti. "Io credo che Moro - sottolinea il comandante del Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri - seduto, magari su una sedia o su un bancone", mentre era a una certa distanza dall'auto.

Parole che riaprono anche la questione del garage di via Montalcini, dove i brigatisti dicono di aver ucciso il leader Dc, ma che potrebbe non essere posto dove poter sparare 12 colpi senza essere scoperti.

Un dubbio che viene sottolineato anche dal presidente Fioroni: "A questo punto faremo una sorta di incidente probatorio, 'ricostruendo' le fasi finali dell'omicidio, soprattutto per verificare se la dinamica proposta dal Ris, che smentisce quella brigatista, sia possibile in quel garage, in particolare rispetto ai 12 spari esplosi", di cui alcuni addirittura senza silenziatore.

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