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Caso Orlandi: procura Roma chiede archiviazione

05 maggio 2015 | 13.03
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La nota: "Non sono emersi elementi idonei a richiedere il rinvio a giudizio di alcuno degli indagati". Capaldo non firma la richiesta" non condividendo alcuni aspetti" e chiede la revoca dell'assegnazione del procedimento. Supertestimone Accetti indagato per calunnia e autocalunnia

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Un manifesto per chiedere verità sul caso Orlandi

La procura di Roma chiede l'archiviazione per il caso Orlandi. La notizia è stata data dal procuratore Giuseppe Pignatone. "In data odierna - si legge nella nota firmata da Pignatone - è stato definito con richiesta di archiviazione il procedimento penale a carico di Sergio Virtù ed altri tre indagati per i reati di sequestro di persona e di omicidio di Emanuela Orlandi avvenuto il 22 giugno del 1983 e di Mirella Gregori accaduto il 7 maggio 1983".

"La richiesta di archiviazione - prosegue Pignatone - conclude indagini estremamente complesse e approfondite condotte dalla Squadra Mobile e direttamente dai magistrati della Procura nei confronti di diversi indagati, protrattesi per moltissimi anni dopo una prima fase definita con sentenza di proscioglimento degli imputati emessa dal giudice istruttore di Roma in data 19 dicembre 1997''.

Il comunicato della Procura sottolinea poi che ''all'esito delle indagini che hanno approfondito tutte le ipotesi investigative man mano prospettatesi sulla base delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di numerosi testimoni, delle risultanze di inchieste giornalistiche e anche di spunti offerti da scritti anonimi e fonti fiduciarie, non sono emersi elementi idonei a richiedere il rinvio a giudizio di alcuno degli indagati''.

Nell'inchiesta nel registro degli indagati sono iscritti Angelo Cassani, conosciuto come Ciletto, Gianfranco Cerboni, noto come Gigetto, Sergio Virtù, Sabrina Minardi e monsignor Piero Vergari, ex rettore della basilica di Sant'Apollinare. Indagato anche Marco Accetti, nei confronti del quale l'inchiesta prosegue. Per lui, che inizialmente è stato ascoltato come testimone, è cambiata la posizione: sono stati ipotizzati i reati di calunnia e di autocalunnia.

A sottoscrivere la richiesta di archiviazione non è stato il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, che fino a oggi aveva diretto l'indagine. E' lo stesso comunicato della Procura di Roma a confermare che "il procuratore aggiunto Capaldo, non condividendo alcuni aspetti della richiesta di archiviazione, ha richiesto la revoca dell'assegnazione del procedimento, revoca che è stata disposta anch'essa in data odierna".

Il documento, sul quale dovrà decidere ora il gip, reca le firma del procuratore Giuseppe Pignatone e dei pm Simona Maisto e Ilaria Calò, che avevano affiancato Capaldo nello svolgimento della complessa e lunga indagine sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e anche di Mirella Gregori, la cui vicenda era entrata a far parte del fascicolo di indagine sul caso Orlandi.

Il sedicente 'supertestimone' del caso Orlandi è indagato per calunnia e autocalunnia. La procura di Roma, infatti, nel chiedere l'archiviazione del procedimento penale, ha deciso di proseguire l'inchiesta nei confronti del fotografo che si era autoaccusato di aver partecipato al rapimento, e in particolare di essere stato uno dei misteriosi 'telefonisti'. Per Accetti, che inizialmente era stato ascoltato come testimone, la procura ipotizza i reati di calunnia e di autocalunnia.

LA FAMIGLIA - Commentando le notizie, i congiunti di Emanuela Orlandi hanno affermato che "la famiglia non ha mai dato credito a certi personaggi, però l'archiviazione rappresenterebbe il fallimento della giustizia". L'avvocato Nicoletta Piergentili che assiste la famiglia Orlandi insieme con il penalista Massimo Krogh non ha voluto dire se sia intenzione dei famigliari presentare l'opposizione alla richiesta fatta oggi dall'ufficio del pubblico ministero. La situazione dovrà essere ora valutata e quindi si dovrà decidere se sia il caso di presentare opposizione da sottoporre all'attenzione del gip al quale spetta la decisione finale sulla richiesta della Procura.

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