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Caso Parioli, clienti vogliono patteggiare Procura Roma: 'Valuteremo caso per caso'

01 aprile 2014 | 21.01
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Roma, 1 apr. (Adnkronos/Ign) - ''Fino ad oggi non è stata presentata alcuna richiesta di patteggiamento per la vicenda che coinvolge le due minorenni dei Parioli in un giro di prostituzione". La precisazione arriva dalla procura della Repubblica di Roma, dopo le polemiche scatenatesi dall'ipotesi che una decina di clienti delle due ragazzine sarebbero intenzionati a chiedere il rito alternativo. In un comunicato firmato dal procuratore Giuseppe Pignatone si sottolinea che "se le richieste saranno depositate verranno valutate caso per caso".

Gli eventuali patteggiamenti hanno suscitato una vasta eco di indignazione.

ZAMPA - "Il reato di sfruttamento della prostituzione minorile è un reato ignobile per il quale è sconcertante la possibilità di ricorrere a sconti di pena" dice Sandra Zampa, vice presidente della commissione Bicamerale Infanzia e adolescenza.

Parlando "pur nel pieno rispetto del lavoro dei giudici e senza alcun giudizio sui singoli soggetti che accederanno al patteggiamento per i recenti casi avvenuti a Roma", Zampa sottolinea che "è evidente che occorre assumere al più presto provvedimenti e che la politica deve correggere una via d'uscita troppo veloce e semplice, come una pena pecuniaria".

"Sono consapevole che non si possa trascurare il fatto che alcuni degli accusati sono incensurati e che per alcuni di questi non esistano prove dirette. Resta però che il reato commesso è ignobile e poco importa se reiterato una o più volte - conclude Zampa - E' un reato commesso ai danni di due minori di età, di soli 14 e 15 anni, rispetto alle quali dobbiamo porci l'interrogativo se il messaggio che le raggiungerà non sarà che, in fondo, si tratta di cosa che può essere risolta con una scorciatoia, seppur prevista dalla legge, perché ciò confligge, in modo grave, con il fine di recuperare e reindirizzare le vite di queste due minori, così come quelle di tutte le altre ragazzine che si trovano a vivere in condizioni di profondo disagio e rispetto alle quali non può venire meno il nostro impegno".

GARANTE INFANZIA - Sulla stessa linea Vincenzo Spadafora, Autorità garante per l'Infanzia e l'Adolescenza che si dice sgomento sui patteggiamenti ''per poter evitare il processo e la gogna mediatica. Pagando 40mila euro oppure scontando alcuni giorni di carcere''. Per Spadafora "il rischio è che in futuro altri potenziali clienti si sentano più al riparo da pesanti conseguenze giuridiche e di indignazione sociale. Il tutto a discapito di ragazze minorenni rispetto alle quali, invece, si è provato a conoscere ogni cosa''.

''Il mio non è un approccio giustizialista. Mi domando se esista oggi una punizione adeguata per gli autori di questi reati o se non vi sia una sostanziale impunità rispetto a chi commette questi crimini''. ''Per individuare in tempi rapidi proposte che possano migliorare l'efficacia complessiva del sistema italiano in materia di reati di violenza sui minorenni - conclude Spadafora - ho formalizzato l'istituzione di una Commissione Consultiva per la prevenzione e la cura dei maltrattamenti contro l'infanzia, composta da esperti e che già nelle prossime settimane inizierà a lavorare".

OSSERVATORIO DIRITTI MINORI - Insorgono anche Antonio Marziale e Antonino Napoli, presidente e vicepresidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, che in una nota scrivono: ''Con il patteggiamento e un'ammenda di poche migliaia di euro quanti hanno beneficiato di prestazioni sessuali da bambine di 14 anni se la cavano. Tutto ciò è inammissibile''.

''Non esiste prezzo che possa equipararsi al danno subito dalle minorenni - sottolineano - ed è perfettamente inutile che lo Stato italiano continui a firmare convenzioni internazionali contro l'abuso all'infanzia quando la propria legislazione è più dalla parte dei rei che delle vittime''.

I responsabili dell'Osservatorio si rivolgono al Capo dello Stato: ''Vorremmo sapere, dal supremo garante dei diritti dei cittadini anche minorenni, a chi e a cosa serva l'articolo 444 comma 1 bis del codice di Procedura Penale, che esclude dal patteggiamento quanti compiono atti sessuali con minorenni, se in sede di applicazione non viene applicato. In mancanza di una risposta, siamo pronti a restituire i nostri certificati elettorali, assicurando che non saremo in pochi''.

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