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Caso Parioli, pm chiede 16 anni per l’organizzatore del giro e 6 per la madre di una delle ragazze

09 giugno 2014 | 13.05
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Prima richiesta di condanna davanti al gup per tre degli imputati nel processo sulla prostituzione minorile. A Mirko Ieni si contestano 13 capi di imputazione. Otto mesi di reclusione sono invece stati sollecitati per uno dei clienti. Il primo luglio la conclusione del processo

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Mirko Ieni (dal profilo Facebook)

Prima richiesta di condanna davanti al gup Costantino De Robbio per tre degli imputati nel processo sulla prostituzione minorile ai Parioli a Roma. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone ha chiesto 16 anni e sei mesi di reclusione per Mirko Ieni, principale imputato e considerato organizzatore del giro e 6 anni per la madre di una delle ragazze. Otto mesi di reclusione sono invece stati sollecitati per uno dei clienti delle ragazze, Gianluca Sammarone.

Sono 8 le persone imputate e, a seconda della posizione processuale, sono responsabili secondo l’accusa di prostituzione minorile, pornografia minorile, favoreggiamento, cessione di sostanze stupefacenti e detenzione di materiale pedopornografico.

Il processo si concluderà il primo luglio prossimo. Dopo la requisitoria del pubblico ministero che ha sollecitato otto condanne il giudice De Robbio ha ascoltato gli interventi delle parti civili e dei difensori e ha poi rinviato il processo all’1 luglio per eventuali repliche e sentenza.

Tra gli imputati Sammarone e altri quattro sono clienti delle ragazze che, nel corso del giudizio, si sono costituite parte civile.

Una delle persone imputate è la madre di una delle ragazze e i pubblici ministeri Maria Monteleone e Cristiana Macchiusi hanno chiesto la condanna per la sola accusa di sfruttamento della prostituzione e l’assoluzione per il favoreggiamento. Mirko Ieni risponde di 13 capi di imputazione e si comprende quindi l’entità della pena che è stata chiesta per lui. Oltre alla madre della ragazza, a Ieni e a Sammarone, sono imputati nel procedimento Nunzio Pizzacalla, caporalmaggiore dell’Esercito, Riccardo Sbarra, Mario Michael De Quattro, Marco Galluzzo e Francesco Ferraro. Tra le imputazioni a De Quattro si contesta anche un tentativo di estorsione per aver chiesto a una delle ragazze la somma di 1.500 euro minacciandola di diffondere un video che la riprendeva durante un rapporto.

Monteleone ha completato a fine mattinata le richieste di condanna per gli altri 5 imputati sollecitando complessivamente circa 40 anni di reclusione. In particolare, il pubblico ministero ha chiesto 8 mesi di reclusione e 1.000 euro di multa per Ferraro, 6 anni e 18mila euro di multa per Pizzacalla, 5 anni e 8mila euro di multa per il commercialista Sbarra, un anno e 4 mesi e 800 euro di multa per De Quattro, nonché 4 anni e 3mila euro di multa per l’imprenditore Marco Galluzzo.

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