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Caso Ruby, confermata condanna per Fede e Minetti

11 aprile 2019 | 18.52
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La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi dei due imputati. Il giornalista: "Chi può credere che io abbia fatto prostituire delle ragazze"

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(Fotogramma)

Confermata la condanna a 4 anni e 7 mesi per Emilio Fede e quella a 2 anni e 10 mesi per Nicole Minetti. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei due imputati al processo Ruby bis. L'accusa è di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore.

"Io sono stato condannato perché ho indotto sei ragazze alle prostituzione. Perfetto. Punto e basta. Se qualcuno ci crede va bene. Non commento minimamente. Mi viene da ridere. Intanto devo scegliere dove fare gli arresti domiciliari, se a Roma, a Napoli, a Capri o a Milano". Così Emilio Fede all'Adnkronos. "Chi può credere che io abbia potuto far prostituire delle ragazze con Berlusconi? Alcune di queste ragazze io non le conoscevo neanche. Le due ragazze di Torino le ho viste una volta nella vita. Mah. Davvero non voglio aggiungere altro", conclude.
"Ho parlato con Fede: era amareggiato, perché è assolutamente convinto della propria innocenza e ribadisce la sua assoluta onestà intellettuale in ciò che ha fatto pur nella convinzione che in uno Stato democratico le regole e le sentenze vanno rispettate, anche se non sono condivise", afferma all'Adnkronos Maurizio Paniz, legale del giornalista. Al momento a Milano, Fede "sconterà la pena ai domiciliari, come è normale per una persona che ha 86 anni", ha aggiunto il legale. Quindi ha commentato il giudizio conclusivo di inammissibilità al ricorso al processo Ruby bis decretato dalla Corte: "Rispetto le decisioni della Cassazione e la rispetto anche in questo caso. Il pg ha fatto la sua parte, ho ascoltato con attenzione ciò che ha detto. Ognuno resta con i suoi convincimenti anche se la parola finale resta alla Cassazione e le sue decisioni vanno rispettate".

"Ho parlato con Nicole Minetti. Lei, come tutto il collegio di difesa, non si aspettava la conferma della condanna da parte della Cassazione. E adesso faremo domanda per l'affidamento in prova ai servizi sociali, come consentito dalla legge", ha detto all'Adnkronos l'avvocato Paolo Righi, legale dell'ex consigliera lombarda.

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