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Caso Scajola, negli appunti dell’ex ministro i suggerimenti per la latitanza di Matacena

30 maggio 2014 | 18.54
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È quanto emerge dagli stralci del verbale d’interrogatorio depositato giovedì a Reggio Calabria. Nell’elenco si legge “evidenziare la condanna di reato associativo per mafia inesistente nel codice libanese; persecuzione di carattere giudiziario per finalità politiche; supplica di asilo per fini umanitari e di carattere medico”. Il legale dell’ex ministro: “Ricostruzioni dell’interrogatorio infondate”

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Quattro punti per evitare l’estradizione di Amedeo Matacena dal Libano, dove sarebbe dovuto andare lasciando Dubai, furono segnati su alcuni fogli dall’ex ministro Claudio Scajola affinché fossero consegnati ai legali dell’ex deputato latitante. È quanto emerge dagli stralci del verbale d’interrogatorio. Verbale che è stato secretato e di cui una parte è stata depositata giovedì, con numerosi omissis, all’udienza del Tribunale del Riesame che si è svolta a Reggio Calabria.

L’ex ministro è stato arrestato per aver favorito la latitanza dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato a cinque anni per concorso esterno in associazione mafiosa e oggi latitante a Dubai.

Il memo - Gli appunti recitavano: “Evidenziare la condanna di reato associativo per mafia inesistente nel codice libanese; persecuzione di carattere giudiziario per finalità politiche; storia della palingenesi dei processi; supplica di asilo per fini umanitari e di carattere medico”.

Alla fine del foglio è scritto inoltre “Consegna diretta all’Ambasciata di Roma”, con la prescrizione che “dovrà essere compiuto immediatamente dopo l’insediamento del nuovo esecutivo”.

Queste ultime parole, tuttavia, non sono state riconosciute come dattiloscritte da Scajola, il quale non esclude che possa essere stato Vincenzo Speziali, nipote dell’ex parlamentare calabrese omonimo e amico del presidente del Libano Gemayel, ad averle aggiunte in un incontro avuto con l’ex ministro dell’Interno italiano proprio per parlare del caso Matacena. Il riferimento all’insediamento del nuovo esecutivo era probabilmente alle turbolenze politiche in corso in quel periodo in Libano.

Il legale di Scajola - ”Con riguardo alle notizie apparse su agenzie di stampa e altri organi di informazione, relative a presunte dichiarazioni rese da Claudio Scajola ai pubblici ministeri nell’interrogatorio, peraltro secretato, svolto nei giorni scorsi, si precisa che tutte le ricostruzioni finora apparse e pubblicate sono da considerarsi destituite di ogni fondamento”. È quanto dichiara in una nota l’avvocato Elisabetta Busuito, legale di Claudio Scajola.

”Stupisce e amareggia, pertanto - conclude l’avvocato - leggere virgolettati e presunte ‘confessioni’ o ‘ammissioni’ attribuite all’onorevole Scajola e si annuncia che, come annunciato nei giorni scorsi, verranno valutate azioni legali”.

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